Outsiders

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martedì, 10 novembre 2009

L'Italia delle cento province

Ma se Tarantino portava a Palazzo Grazioli le escort, Cosentino chi ci portava?
postato da: Dis0rder alle ore 22:20 | link | commenti (1)
categorie: attualità, politica e diritti
lunedì, 09 novembre 2009

pong. blog. post. bong.

EtereaPBB-1 
Ho una serie interminabile di grandi e piccoli concerti da raccontare su questo blog da tempo un po' trascurato. Voglio farlo, non m'interessa se per alcuni è passato un sacco di tempo (anche un anno!): questo blog è per prima cosa un serbatoio di appunti e ricordi per me, non un magazine. Da dove cominciare? "Prova dall'inizio", mi si risponderebbe languidamente in una sceneggiatura da quattro soldi.
E invece no: andrò probabilmente in ordine sparso e non so se smaltirò mai tutto, ma voglio partire proprio dall'ultimissimo concerto, quello a cui ho assistito sabato sera, alla Corte dei Miracoli di Siena.

Mi sono deciso quasi all'ultimo ad andare a vedere gli Eterea Post Bong Band [a proposito: sull'ultimo cd, su Wikipedia e sul myspace sembra che il nome ufficiale del gruppo sia questo, però su altri social network e su buona parte degli articoli che si trovano su di loro in rete la dizione è Eterea Postbong Band: il fatto che queste discordanze e conseguenti incertezze sulla esatta ragione sociale di una band mi disturbino non depone a mio favore, lo so].
Mi sono deciso all'ultimo, dicevo, approfittando della (sempre più rara) occasione di una scampagnata in compagnia, senza conoscere granché la produzione della band di Schio (avevo solo ascoltato distrattamente lo streaming del nuovo disco, in questi giorni ospitato su Rockit, e mi era parso curioso ma non sconvolgente); ebbene, è stata una scelta azzeccatissima.

L'ingresso sul palco dei quattro postbongers è in punta di piedi: indossano le tute anti-contaminazione che li caratterizzano anche in molte foto promozionali. Con la stessa mise nei minuti precedenti si erano anche palesati nelle altre stanze della Corte, per ricordare (intimare?) ai frequentatori più distratti di spostarsi nella saletta concerti. Un abbigliamento che pare molto rinfrescante, tra l'altro (infatti della maschera e della parte superiore della tuta se ne libereranno presto).

EtereaPBB-2
Il genere degli EPBB è di difficile definizione, per sintetizzare potrei buttare lì un electro-surf o un tropical-industrial, o più omnicomprensivamente una via italiana al post-tutto di fine anni zero. Enver su Italian Embassy parla diffusamente della band e del relativo ultimo disco epyks 1.0, dando qualche coordinata in più. Comunque: due chitarre selvagge, un percussionista che percuote un po' di tutto (anche una macchina da scrivere!), il tastierista-effettista-jolly che droneggia e campioneggia e dirige le danze; questi ultimi due sono anche i più loquaci nell'intrattenere il pubblico. Il quale pubblico è dapprima incuriosito, poi soddisfatto e nell'ultima mezzora in gran parte sciolto e saltellante (sembra di tornare ai bei tempi degli !!!).
  EtereaPBB-5
I brani si susseguono uno dopo l'altro freneticamente, la sensazione (pur non maneggiando il repertorio, che conta anche alcuni Ep e un disco in collaborazione con gli Uochi Toki) è che spesso nell'eseguire i loro pezzi gli EPBB non si limitino ai cambi di ritmo ad essi interni, ma che li mescolino tra loro remixandoli, in un trionfo di improvvisazione calcolata e giocosa (con uno spirito cazzone che non può che ricordare gli Elio e le storie Tese). Molte gag e trovate soniche assurde sono volute (l'etichetta a cui sono ora accasati è la Trovarobato, del resto), alcune potrebbero anche celare incidenti tecnici: ma quel che conta è il risultato, che è un'ora e mezza ininterrotta di groove postatomico, un misto di suggestioni digital-latino-kraut-funk-tarantiniane frullate insieme e servite fresche con divertimento reciproco (e lo scambio di entusiasmo tra pubblico e musicisti è un ingrediente essenziale).
 
EtereaPBB-6 
Mi tornano in mente i Calibro 35 visti quest'estate - che pure sono ben diversi perché più legati alla strumentazione vintage e chiusi in confini musicali precisi (quelli delle colonne sonore dei polizieschi italiani anni 70, peraltro una delle tante ispirazioni anche della EPBB). Probabilmente il punto in comune tra le 2 band è essere tra le cose dal vivo più coinvolgenti in questo momento in Italia; e coinvolgenti in maniera trasversale, perché questa "roba" può piacere ai fricchettoni come ai rocchettari, fino agli indie-snob che di questi tempi sbavano tutti dietro al rumorismo di Fuck Buttons & compagnia alienante.
 
EtereaPBB-4 
A proposito di entusiasmo: di certo un'ora e mezzo può essere una durata lunga per un concerto del genere, se l'esperienza dell'ascolto è statica (in fondo non ci sono testi, campionamenti a parte; i pezzi sono "canzoni" e non semplice flusso, ma pur sempre canzoni da ballare/assorbire e non da cantare). Infatti il pubblico si divide equamente tra chi nelle ultime file si ascolta una mezzora di live e poi dà il cambio ad altri, e tra chi invece balla o sta comunque immerso nel magma sonoro dei vicentini, si beve l'intero live con gusto e ne avrebbe anche gradito ancora. Io ero tra i secondi (ma non sono il figlio del Monni della foto qui sopra, giuro), e nonostante tanti concerti visti non può che rallegrarmi l'idea che ci può essere sempre qualche nome nuovo che ti può sorprendere (e che si diverte a restare sul palco a lungo senza risparmiarsi).

Il consiglio, insomma, è di seguire gli Eterea Post Bong Band e andare a vederli anche se le tracce ascoltate in rete non sembrano dirvi molto lì per lì (ma crescono, decisamente). Perché vanno giudicati dal vivo; perché sono originali e ballabili; perché sono più divertenti di molte pitchfork sensations il cui concerto vi costerebbe il triplo; perché vendono i loro album al prezzo anti-crisi di 9,99 euro dandovi anche il centesimo di resto; perché l'ultimo epyks 1.0 (skype al contrario) è la prima parte di un concept sulla comunicazione malata in cui tutti noi duepuntoqualcosa siamo infognati; perché tra le altre emanazioni virtuali hanno un blog su Splinder (che fa tanta nostalgia); e infine perché sono fanatici di Lost, come potete constatare guardando questo video di Cavalcata pt.1.

EtereaPBB-3
postato da: Dis0rder alle ore 04:07 | link | commenti (3)
categorie: musica, live reports
mercoledì, 04 novembre 2009

Crocifissi e rotolini

crucified_madonna
Volevo esprimere un'opinione sfumata sulla questione del crocifisso nei luoghi pubblici; in particolare sulla opinione di tutti i politici italiani in materia.


Per sintetizzare la mia opinione molto sfumata su cosa possono farci i politici con tutti i loro crocifissi citerei, sostituendo l'oggetto, le parole dell'indimenticato ex assessore alla cultura di Firenze Giovanni Gozzini.




(peraltro, con l'utilizzo di oggetti inanimati invece che di escort/trans/ministri a pagamento il piacere può essere simile, ma senza più il pericolo di rapine e ricatti)
postato da: Dis0rder alle ore 15:08 | link | commenti (2)
categorie: laicità e vaticano, politica e diritti
domenica, 25 ottobre 2009

A cosa ci siamo ridotti

Oggi - e mi vergogno moltissimo ad ammetterlo a me stesso - ho donato 2 euro al partito di Rutelli e D'Alema. Ho donato 2 euro al partito che non ha espulso né espellerà mai la Binetti.

Secondo alcuni dovrei pure ringraziare, ed essere ottimista.

Io non sono ottimista.
Non darò affatto fiducia al candidato che uscirà vincitore da queste primarie (gli ugualmente inadeguati Franceschini e Bersani, al di là delle differenze esponenti della stessa storia, dello stesso marciume locale, con le stesse intenzioni di ancorare il Pd al centro e al Vaticano segando le gambe a tutte le altre ipotesi di opposizione).
Non darò probabilmente mai al mio voto al Pd, visto che la solfa non cambierà.
Prevedo che il Pd, una batosta elettorale dopo l'altra, imploderà in ogni caso. E mi auguro che l'agonia sia la più breve possibile.

Perché, quindi? Ecco, forse in qualche modo il mio voto è stata una sorta di inutile auspicio per il futuro, per quello che potrebbe nascere dalle macerie di questa esperienza fin dal principio disgraziata. Non tanto una dichiarazione di fiducia per la persona Marino (lo apprezzo, non mi esalta), ma un tentativo di alzare quella irrisoria percentuale che lo stesso prenderà. Una percentuale dentro alla quale ci sono diverse persone da cui mi dividono le aspettative (loro nel progetto Pd ci credono), ma a cui almeno, ecco, potrei stringere la mano e augurare in bocca al lupo. O comunque non sputare in faccia.

Resta il fatto che ho finanziato la Binetti, e no, non ho ancora davvero capito perché. Che paese di merda.
postato da: Dis0rder alle ore 19:34 | link | commenti (11)
categorie: park-life, politica e diritti
sabato, 17 ottobre 2009

L'ultima briscola

A mente fredda, vorrei tornare sulla pronuncia della Corte Costituzionale che la settimana scorsa ha bocciato in pieno il "lodo Alfano" sulla sospensione dei processi penali a carico delle 4 maggiori cariche dello Stato.

[Parentesi terminologica: se vi siete mai chiesti perché il Lodo Alfano e il suo altrettanto sciagurato predecessore Lodo Schifani si chiamassero così e non "legge", qui si spiega cos'è un lodo e qui potete capire come mai si è arrivato all'uso distorto della parola lodo in questo caso]

berlusconi-capone
In breve: quello a cui abbiamo assistito lo scorso 7 ottobre, così come nei giorni successivi, al di là dei più o meno misurati sfottò iniziali, non mi mette addosso troppa voglia di festeggiare.

La tensione era già salita alla vigilia con le arringhe difensive degli avvocati-parlamentari Ghedini e Pecorella. Tutte concentrate su un unico concetto, sulle orme di Stallone: "Papi, la legge sono io".

"La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione, come del resto la Corte ha già ribadito"

(vaccata: la legge è uguale per tutti E BASTA. Se a cittadini in situazione diversa si applicano norme diverse, in uno stato di diritto che funziona, è perché ciò è previsto appunto dalla legge stessa)

"Con le modifiche apportate alla legge elettorale non può essere considerato uguale agli altri parlamentari. Non è un primus inter pares ma un primus super pares"

"Rimangono certamente salde le prerogative del presidente della Repubblica, ma il presidente del Consiglio è l'unico che riceve la sua legittimazione dalla volontà popolare"

(vaccate: l'uso di inserire piuttosto demagogicamente i nomi dei candidati premier nei simboli sulle schede, il fatto che il sistema elettorale privilegi il bipolarismo e il venir meno del potere di scelta tra candidati a causa delle liste bloccate non cambiano il fatto che gli elettori in Italia danno il voto a partiti e coalizioni di partiti, e non eleggono direttamente il capo del governo, che è nominato dal capo dello stato se c'è la maggioranza parlamentare che lo sostiene e che può esser fatto fuori dal dissolversi della stessa maggioranza parlamentare; la legittimazione del presidente della Repubblica, stante la maggioranza più alta con cui viene eletto, è maggiore e non minore)

Dopo questo prologo già inquietante e un'attesa che ci aveva visto tutti piuttosto nervosi (lo zombie Bossi non mancava di tranquillizzare gli animi con proclami come "non si può sfidare l'ira dei popoli"), ecco il verdetto.

Bocciatura completa, per violazione dell'art. 3 (principio di uguaglianza) e art.138 (revisione costituzionale). Meglio attendere le motivazioni della sentenza prima di trarre troppe conclusioni, ma certo l'ipotesi è di una doppia bocciatura, nel procedimento utilizzato (trattamento privilegiato non prevedibile con norma ordinaria) e nel "merito" (trattamento privilegiato comunque incostituzionale perché non conforme al criterio di ragionevolezza implicito nell'art.3).

La ridda di reazioni a caldo dei lacché del presidente del consiglio e imputato di ritorno Berlusconi è stata come al solito sconsolante, e degna della galleria umana da cui proveniva. La vaccata (e tre) più diffusa è quella per cui la Consulta si sarebbe rimangiata la parola data, perché nella bocciatura del similare lodo Schifani nel 2004 non si era fatto riferimento all'articolo 138, facendo supporre che la necessità assoluta di una legge costituzionale in materia non ci fosse (le parole «Resta assorbito ogni altro profilo di illegittimità costituzionale» erano passate evidentemente inosservate).

Ma è andato forte anche l'argomento "sono giudici di sinistra": io dico che è molto più provato quanto siano di destra, e legati alla destra in modo poco consono alcuni dei (6?) giudici che hanno votato per difendere il "lodo", visto che almeno due di loro vanno a cena con lo stato maggiore del Pdl al completo (a margine, consiglio questo post con alcune considerazioni divulgative sulla Corte, il cui giudizio molte volte è politico, politico in senso lato e alto - e non sto giocando con gli anagrammi).

Più sconcertante che mai però (e chi ne dubitava?) è stato l'atteggiamento di Berlusconi, che non si limita alle suddette accuse ai giudici (reiterate più volte) ma si produce in un delirio violento di accuse, con cifre sparate a caso:

«La sintesi qual è? Meno male che Silvio c’è. Se non ci fosse Silvio con tutto il suo governo, con un supporto del 70% degli italiani, saremmo in mano a una sinistra che farebbe del nostro Paese quello che tutti sapete. Quindi va bene così (...)Abbiamo una minoranza di magistrati rossi che è organizzatissima e che usa la giustizia a fini di lotta politica. Il 72% della stampa è di sinistra, gli spettacoli di approfondimento della tv pubblica pagata con i soldi di tutti, sono di sinistra, ci prendono in giro anche con gli spettacoli comici (...) Il capo dello Stato sapete voi da che parte sta. Abbiamo undici della Corte costituzionale eletti da tre capi dello Stato di sinistra, che fanno della Corte costituzionale non un organo di garanzia ma politico».

(grassetti miei sui numeri sballati, qui il video)

E quando dal Quirinale è arrivata la nota di risposta secca(ta) ma equilibrata

«Tutti sanno da che parte sta il presidente della Repubblica. Sta dalla parte della Costituzione, esercitando le sue funzioni con assoluta imparzialità e in uno spirito di leale collaborazione istituzionale»

 ecco la risposta di Berlusconi

«Non mi interessa quello che ha detto il capo dello Stato, non mi interessa... Mi sento preso in giro e non mi interessa. Chiuso»


Come se non fossero bastati gli attacchi a caldo ai due organi costituzionali, Berlusconi avrebbe poi rincarato in serata nel salotto di Vespa: aggiungendo alla critica l'osservazione che il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto fare pressioni e influenzare la decisione dei giudici (!)

"Il presidente della Repubblica aveva garantito con la sua firma che la legge sarebbe stata approvata dalla Consulta, posta la sua nota influenza sui giudici di sinistra della Corte"

Affermazioni sulla cui gravità non è necessario commentare oltre. Ma niente, è l'Italia: pochi giorni e passa tutto.

Mi rendo conto che è perfettamente inutile riproporre, a distanza di giorni, l'intero svolgersi di questo scontro istituzionale (proseguito anche l'indomani). Ma se ci ripenso, io sono ancora sbalordito (per quanto in questo paese ogni giornata non manchi di fornire una nuova occasione per cui sbiancare e vergognarsi della classe politica al governo e dei propri concittadini che li hanno votati). Volevo fermare questo momento, ecco.

E volevo anche fare una riflessione, peraltro abbastanza condivisa in giro: che ridursi ad esultare per una sentenza (a maggioranza!) del massimo organo costituzionale che proclama quell'ovvia uguaglianza dei cittadini che dovrebbe essere tenuta in conto già dalle leggi e provvedimenti di livello più infimo, non è un bel segnale.

Una cosa vera la dice Berlusconi, i giudici della Corte in buona parte non li ha nominati lui. Ma cosa succederà tra qualche anno, quando il nuovo Presidente della Repubblica (che ne nomina un terzo) sarà un Letta o uno Schifani, quando grazie alla sue "riforme" il controllo sulle alte magistrature (che ne eleggono un altro terzo) sarà maggiore e quando il parlamento sarà magari ancor più spostato a destra?

Ma al di là delle preoccupazioni sulla futura composizione della Corte, la non bella sensazione che ho provato è stata quella dell'essere arrivati a salvarsi giocando l'ultima briscola. Quando l'altro giocatore ne ha molte altre - e se le finisce può comunque decidere di cambiare il seme che comanda a piacimento. Perché chi è stato eletto in "libere elezioni" può tutto, ed è "un po' più uguale degli altri".


[E se avete letto il post, dovreste capire che la presenza di questo video non ha a che vedere con auspici di sorta sulle sentenze nei processi penali che - forse - si riapriranno.]
postato da: Dis0rder alle ore 04:55 | link | commenti (2)
categorie: attualità, politica e diritti
venerdì, 16 ottobre 2009

Plagioni #1: bausettete

[#1 perché è l'ennesima puntata zero di una rubrica che non è detto abbia mai voglia di proseguire]

Ok, l'iconografia del cantante che gioca a nascondino con le mani e la faccia è vecchia, quindi parlare di plagio potrebbe essere esagerato. Però:

- questa è la cover del fresco ultimo album del meno musicalmente fresco Michale Bublé

bublè
- e questo è Billy Corgan nel 2005:

corgan-thefutureembraceForse si tratta di una serie, che nel linguaggio dei gesti sta a significare qualcosa.
Chissà se a Bublé la posa porterà la stessa fortuna incontrata dalla carriera solista di Corgan...
postato da: Dis0rder alle ore 22:57 | link | commenti (3)
categorie: musica, trash e fuffa
giovedì, 08 ottobre 2009

Sperando che il Manifesto non mi abbia già bruciato l'idea

supreme_inglorious_basterds
[La notizia, ovviamente, è questa. Non c'è troppo da festeggiare, in ogni caso - ma di questo magari se ne riparlerà.]
postato da: Dis0rder alle ore 01:42 | link | commenti (9)
categorie: politica e diritti, trash e fuffa
giovedì, 17 settembre 2009

Fiaccolate preventive

   
fiaccolatalgbt-fi1
Un Pride, a Firenze, non c'è mai stato. Né nazionale, né locale. Nel 2004, quando nel suo itinerare su e giù per la penisola il Pride "nazionale" (quello organizzato e considerato come tale da Arcigay e dalle associazioni lgbt vicine, ovvero la maggior parte) approdò in Toscana, si preferì organizzare un "Toscana Pride" polverizzato in decine di appuntamenti sparsi per la regione, probabilmente anche a causa dell'assenza di un'associazione unica e "forte" nel capoluogo. Il corteo finale, ciliegina sulla torta, si svolse nella centralissima Grosseto (...).

Un vero e proprio Pride a Firenze non c'è ancora stato, nel 2009. Ma mercoledì scorso c'è stato, per la prima volta, qualcosa che ne ha richiamato lo spirito: non quello festaiolo ormai assunto negli ultimi anni, e spesso percepito come prevalente (da detrattori e a volte anche partecipanti), ma quello originario di lotta, testimonianza e fratellanza.

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I tristi antefatti di questa storia li conoscete probabilmente già tutti, se siete arrivati a leggere fino a qui: gli episodi di omofobia concentrati in pochi giorni soprattutto a Roma, dalla fine di agosto - le coltellate di "Svastichella" a una coppia gay, il vetro spaccato al Cube sede del Muccassassina, le bombe carta o petardi che dir si voglia lanciati in mezzo alla gente davanti al Coming Out.
Non erano i primi episodi del genere purtroppo, né a Roma né considerando il resto d'Italia. Un paese che del resto, grazie al disprezzo per gli omosessuali esibito senza vergogna da politici e opinionisti vari e all'assenza di qualsiasi riconoscimento pubblico per la dignità di gay e relative coppie, legittima e incoraggia le posizioni più retrograde, anziché circoscriverle e condannarle moralmente come avviene nei paesi laici e/o occidentali.
 
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E quindi ecco a Roma la prima fiaccolata nata "dal basso" (da internet e dall'iniziativa di singole persone più che dalle associazioni), e ripetuta più volte con crescente successo. Poi gli altri sit-in e fiaccolate svoltesi a Milano, Bologna e altre città.
Quella di Firenze, dello scorso mercoledì 9 settembre appunto, ha in realtà visto coinvolte fin da subito le associazioni glbt fiorentine e toscane, insieme ad altre associazioni e alle istituzioni politiche locali. Tanti soggetti che però hanno avuto (quasi tutti) l'intelligenza di mettere da parte rivalità e desideri di protagonismo. E così, dal tardo pomeriggio, ci siamo ritrovati tutti lì, senza bandiere, come semplici persone: consiglieri comunali, membri delle varie associazioni, cittadini solidali, omosessuali e transessuali fiorentini più o meno visibili. Oltre 500 persone, con pochi giorni di organizzazione alle spalle. E pazienza se la fiaccolata è un tipo di manifestazione un po' abusato: l'importante era esserci, era riempire il Ponte vecchio e i lungarni circostanti di luci e di calore, era spiegare a passanti e turisti ignari perché eravamo lì.

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Sono tornato a casa con in testa alcune domande (perché non prendere questa serata come un inizio e pensare seriamente ad organizzare da ora in poi anche a Firenze un corteo serio e in orario più "per tutti", tipo il sabato pomeriggio, nella stagione dei Pride? riusciremo a non vedere questa speranza rovinata dalle solite manie di protagonismo di questi o quegli altri? a quante persone avrei potuto chiedere se volevano venire ma non l'ho fatto, e perché?), ma senz'altro più sereno, e anche fiero della risposta che la mia città aveva dato a un'ondata di violenza che in fin dei conti non l'aveva coinvolta direttamente. Perché a Firenze, io, mi sentivo sicuro.

- - - 

... e qualche giorno dopo si viene a sapere che proprio quella notte, poche ore dopo, è successo questo.
Ed è una misera consolazione la vicinanza delle istituzioni politiche al ragazzo pestato a sangue e alla comunità glbt, o la rapidità delle forze di polizia nel rintracciare nel giro di pochi giorni i responsabili; né rincuora il fatto che i suddetti responsabili abbiano guarda caso un forte accento leghista, e quindi se non altro non sia stato l'ambiente fiorentino a crescerli; né infine è importante sapere se il subumano responsabile delle botte sia un omosessuale represso che prima è andato volutamente in un locale gay e poi ha sfogato la sua rabbia contro qualcun altro, oppure se si tratti semplicemente di un etero che in quanto detentore di maggiori diritti civili riteneva di avere il diritto di ubriacarsi e menare chi voleva: fa forse differenza? una delle due ipotesi per caso impedisce di definire questa aggressione un crimine motivato da odio omofobico? [la terza ipotesi che si era insinuata in me nell'immediato - quella dell'agguato premeditato e preparato - era la più terribile, ma ex post sembra ormai da escludere]

Resta infatti l'inquietante coincidenza che a un ragazzo di 26 anni sia stata vigliaccamente spaccata la faccia a pugni e calci proprio poche ore dopo un momento così bello e così civile. Quasi ad avvalorarne, tragicamente, l'urgenza (cosa di cui non c'era bisogno), e a far capire che una iniziativa come questa non è che può, ma DEVE essere soltanto l'inizio.
 
pontevecchio 
[E da Bologna, altra città dalla fama non esattamente di posto intollerante verso i gay, il giorno dopo arrivava la notizia di un'altra aggressione a un ragazzo gay fuori da un locale, per fortuna senza gravi conseguenze in questo caso. Pochi giorni dopo una  manifestazione analoga a quella fiorentina.
E anche qui ci sarebbe da discutere su come spesso sui media e nell'opinione pubblica ci si affretti ad accantonare la natura omofobica di una violenza, non appena appaiano all'orizzonte altre motivazioni minimamente plausibili, per quanto futili. Sembra che in questo caso abbiamo un ragazzo, gay, diventato il capro espiatorio di un litigio tra altre persone (litigio avvenuto in un locale, gay, dove il gruppo di bulli ubriachi si era sentito legittimato a mostrare i muscoli e minacciare qua e là). Posto che ok, i vigliacchi pestaggi di gruppo avvengono anche contro vittime casuali, siamo proprio così sicuri che l'omofobia non c'entri niente e che tirarla fuori sia puro "vittimismo"? ]
postato da: Dis0rder alle ore 03:37 | link | commenti (3)
categorie: attualità, granducato, lgbt, politica e diritti
lunedì, 14 settembre 2009

Però il fumo era buono

Che dire del concerto dei Marta sui Tubi visto ieri a Prato?
In passato del duo-poi-quartetto (ma in 5 sul palco) sicilian-bolognese-milanese avevo solo ascoltato distrattamente qualche pezzo, ma mi era bastato per farmi capire che in qualche modo non era il caso di approfondire, ché non era roba per me. L'istinto stavolta non si è sbagliato troppo.
 
marta_sui_tubi  
Ma andiamo con ordine. Concerto gratis (nel centro di Prato, in struttura architettonica di recente costruzione denominata "piazza dell'università": ma giova ricordare che Prato NON ha una propria università come forse vuol far credere, si tratta solo di una sede distaccata di quella fiorentina), mi ci portano amici, quindi si va e ci si toglie la curiosità.

Il responso, dopo quasi un'ora e mezzo di live: 1) molto bravi tecnicamente, 2) canzoni che secondo il personale parere del sottoscritto vanno in buona parte dal palloso al tronfio al troppo disorganico. Aspettative in buona parte confermate, insomma. Ma scendiamo pure nel dettaglio.

La musica: gli archi che impreziosiscono quasi tutto (con qualche inevitabile assolo), la batteria che cambia ritmo spesso, la chitarra acustica (il chitarrista ha vinto un premio come chitarrista acustico dell'anno, precisa il cantante). Crossover di generi rivestito da una patina indie-sghemba-obliqua anni novanta/zero. System of a Down + Paolo Conte + ballate degli A Perfect Circle + Capossela + Zappa + Massimo Volume + inserti rap, a volte il tutto anche nella stessa canzone: il che fa gridare al TROPPO, all'ANCHE MENO, ma soprattutto contribuisce a mantenere costantemente il concerto sulla linea del "se te lo tiri ancora un po' ti si stacca". Autoironia presente in rare particelle che gridano "c'è nessiunooo?" come nel noto spot. O magari sono io a non averla colta.

La voce
: se il cantante fosse più giovane, verrebbe forse da pensare offlaghianamente a "un'infanzia violentata da troppi Articolo 31 e Timoria". Il riferimento a J Ax, più che per il rap, è per l'atteggiamente sul palco (con tanto di campionario di frasi infiammapopolo da MtvDay, tipo Vaticano!Merda!Brutto!, peraltro in un trionfo di desolanti anacoluti); a volte viene invece in mente Renga, o una parodia dello stesso, quando tira fuori la voce (che c'è, potentissima e versatile: solo che non vedo il bisogno di sfoggiare di continuo GROAR metal alternati ad acuti sanremesi acchiappafighe, per non parlare dei "momenti Demetrio Stratos", tra diplofonie e giochetti subsonici al microfono).

Immaginario: ecco, qui va ancora peggio. Mi sembra di capire che i Marta sui Tubi abbiano fatto il botto occupando una preziosa nicchia di pubblico, quella fricchetton-fuorisedistica, tutta canne e musica d'autore-ma-anche-etnica-e-colta (senza arrivare insomma al grado zero del raggaemuff-ito e del folk ignorante Bandabardò-MCR). Musica che sa di rasta, ma tenuti puliti. Anche il cursus honorum labranchiano della biografia lo suggerisce: provincia profonda (in questo caso siciliana) che soffoca le velleità artistiche > via Zamboni > confronto col duro mondo milanese.
Ecco, anche qui ci sarebbe da dire qualcosa. Giusto per buttar lì le prime due cose che mi vengono in mente: 1990, Timoria (prima non li ho nominati come esempio negativo di per sé, li ho amati per anni e non rinnego), Milano non è l'America; 1999, Afterhours, "Milano non è la verità". Nel 2009 i Marta sui Tubi trasferiti nella metropoli meneghina ce ne raccontano gli squallori in pezzi come Sushi e Coca ("Milano con le crisi di coscienza / Milano con le crisi di astinenza / Milano un sospiro a San Siro e uno sparo di sera"). Che tema nuovo e interessante. Yawn. Se proprio vogliamo parlare di degenerazione milanese, mi pare che il famigerato video hipster-fescion di Airys sia molto più significativo e aggiornato. E almeno fa (de)ridere.

... invece per me la cosa più divertente e stimolante del concerto è inventare nuovi calembour che coinvolgano il nome della band.
Marta suturi (infermeria edition).
Marta sui MBUTI! (a sorpresa!, Vulvia edition).
Marta sul tubo (2.0 edition).
Marta su Xtube (mugolone edition).
Non voglio che Marta sui tubi (supergruppo edition).
Marta sui cubi (album di remix edition).
E via così.

Mentre penso a simili vaccate, sfoggio il sottile ghigno ben identificabile come Sorrisetto Perfido del Blogger (l'espressione del possessore di blog mentre di fronte a evento qualsivoglia pregusta il post cattivello che ne verrà fuori). E quando alla fine un amico se ne esce con la frase "Oh però il fumo era buono" (riferito all'erba consumata da alcuni vicini di concerto), penso che sia un ottimo titolo per il post stesso.
In realtà c'è anche tanto arrosto nella musica dei Marta sui Tubi, che - mi ripeto - sono tecnicamente BRAVISSIMI (i momenti migliori sono alcune ballate, che anche al primo ascolto sembrano ben scritte e interpretate - e magari facendo lo sforzo di ascoltarmi i dischi apprezzerei molte altre cose), e meritano probabilmente tutta la considerazione avuta da pubblico e critica in questi anni. Però non pare roba per me.

Marta sui Tubi - Sushi e Coca
(solo audio)
Marta sui Tubi - Cinestetica (video: premiato pure questo)
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categorie: musica, live reports
sabato, 05 settembre 2009

Pieno d'amore

Cioè, oggi mi è arrivato il messaggio bilingue di cui sotto nella posta di Splinder. Non ho parole.
Anzi, alcune brevi considerazioni:
1) ehi, Splinder è ancora viva, se è frequentata dagli spammer come un social network alla moda qualunque!
2) la traduzione automatica, che sembra sia stata fatta riga per riga, per aumentare l'effetto comico.
3) il finale troncato: per...cosa? resterò nel dubbio, maledetta dolce Chantal. Nel dubbio crepa, comunque.


hello
contact me at:(
chantal@pornospammone.org)
My name is Chantal i am a young sweet beautiful girl with full of love
well it gives me joy and a great pleasure to write you after viewing your
profile in which really
interest me to have communication with you if you will have the desire with
me so that we can get to know each
other and see what happened in future.
i will be very happy if you can write me through my email (
chantal@pornospammone.org) for


ciao
contattatemi all'indirizzo: (
chantal@pornospammone.org)
Mi chiamo Chantal sono una giovane bella ragazza dolce con pieno d'amore
Beh, mi dà gioia e un grande piacere di scriverti dopo aver letto la tua
profilo in cui realmente
mi interessa di avere la comunicazione con voi, se avrete il desiderio di
me in modo che possiamo imparare a conoscersi
gli altri e vedere cosa sarebbe successo in futuro.
Sarò molto felice se si può scrivere di me attraverso la mia e-mail (
chantal@semprepornospammone.org) per


Loretta Goggi - Pieno D'Amore 
postato da: Dis0rder alle ore 14:29 | link | commenti (7)
categorie: blog e web, trash e fuffa
martedì, 18 agosto 2009

All we want, baby, is everything

- Un Mojito.
- No, io servo solo birre. Per i cocktail chiedi qui accanto.
- Allora ci sarei io.
- Dimmi.
- Lo stesso di prima: birra e sorriso.
- Scusa?
- Sì, un'altra birra e un altro sorriso come quello con cui mi hai servito prima. Un sorriso standard, uguale per tutti i clienti ci scommetto, eppure gentile e caloroso. Ho aspettato apposta che tornassi dietro il banco. Ero già qui con lo scontrino dieci minuti fa, ma tu non c'eri. Sì, non avevo di meglio da fare (dovevo forse tornare a ballare Lady CaCca?). E non aveva senso farsi servire da qualcun altro, quando il tuo sorriso era stato il momento più piacevole della serata. Di certo più degli sguardi della gente che c'è qui, di quello che ascolta. Non preoccuparti, non ti disturberò oltre, me ne vado contento con la mia birra.

- ... allora, a chi sta?
- A me: un'altra birra come prima, grazie.


- - -


Mentre attraversiamo la strada inizio a sgomitare e farfugliare.
- Ma che succede?
- Come che succede, stiamo attraversando la strada accanto a loro.
- Loro chi?
- Loro, i BEI PELI! Quelli che suonano stasera. In effetti mi aveva subito colpito il loro aspetto, e mentre mi chiedevo "ma chi sono questi sfascioni-però-fighi" li ho riconosciuti.


- - -


Erano passati solo tre giorni dalla noiosa serata sulla costa opposta, quella il cui picco emozionale era stato la Birra Servita col Sorriso. Non avevo messo ancora piede per la prima volta dentro l'Hana-Bi e già attraversavo la strada insieme ai due rilassatissimi Handsome Furs.
Finalmente ce l'avevo fatta a organizzare la scomoda trasferta in quel di Marina di Ravenna, dopo vari tentativi infruttuosi. Ne era valsa la pena. L'Hana-Bi è un posto delizioso, con il suo palco sotto la tettoia, l'ampio spazio per ballare anche sotto le stelle (dove si riesce a non sudare copiosamente come negli spazi al coperto - e dire che temevo la serata non caldissima!), la collinetta dove rilassarsi con vista sul palco, il ristorante, la spiaggia, i cocktail, la luna (che in verità non ricordo se c'era, ma nell'elenco ci sta bene), la gente piacente e/o simpatica e/o curiosa, i concerti fighi e sempre gratis, i djset un po' "Covo ma senza il soffocamento per fumo" e un po' "buttiamola in vacca, che è estate, ma con stile" (Lady CaCca l'avranno messa anche qui: ma magari non è proprio l'apice della serata, ecco). La forte sensazione che è meno un problema "chi ti piace" qui, rispetto a quanto non sia un problema "che musica ti piace" di là.

Cinque minuti dopo che ero entrato, mentre già suonava la formazione di supporto ("Walter Goes Clancyness" - in pratica Jonathan Clancy in versione His Clancyness che va a rinforzare sul palco Walter Goes Stranger, il progetto solista di un altro membro degli A Classic Education). Live iniziato praticamente alle 22, qui tutto inizia prestissimo e finisce pure presto (ma non sarà un problema per me, visto che stasera è previsto che abbandoni la scena a orari cenerentoleschi). Giovanardi sarebbe contento. Anche vedendo me, che entrato da cinque minuti decido di festeggiare il fatto di sentirmi così a mio agio, e al contempo dare un rinforzino alla parca cena volante, ordinando una piada e un Negroni.

Il concerto degli Handsome Furs - che alla fine mi sono anche visto tutto da abbastanza vicino, nonostante i saluti, le conoscenze e le chiacchiere scambiate qua e là - è stato né più né meno quel che mi aspettavo (quello descritto qui). Grande il carisma di Dan Boeckner (uno dei due cantanti dei Wolf Parade, qui voce e chitarra indiavolata) e della moglie Alexei Perry (sintetizzatori e saltelli: impagabile il suo stile "con una mano suono, l'altra la fletto all'indietro a toccare a tempo un piede in aria mentre sto in piedi sull'altra gamba", una roba che se provo a farla una volta rovino in terra. E lei mezzo concerto a fare così, quando non si limona il marito). Sembrano un po' dei Krisma passati in una macchina del tempo che li ha fatti tornare giovani e belli. L'inizio è con Legal Tender e Talking Hotel Arbat Blues.  E anche dopo la scaletta è quasi tutta incentrata sul secondo album uscito a inizio anno Face Control (in effetti più grezzo, diretto e adatto alla loro selvaggia dimensione live rispetto al precedente Plague Park). In fila arrivano l'inno neworder-citazionista All We Want, Baby, Is Everything, la sexy-truzza Evangeline, il singolo "vampiresco" I'm Confused, una (White City) allungata e con testo extra rispetto al disco: e poi la scatenata Nyet Spasiba, uno dei momenti che più attendevo. I due ripescaggi dal primo album sono pezzi che non abbassano il tiro, Handsome Furs Hate This City e Dead + Rural. Inframezzate dalla nuova Radio Kaliningrad, il pezzo che chiude Face Control con un riff che mi piace pensare ispirato a Bravi Ragazzi di Miguel Bosé.
In scaletta c'era almeno un'altra canzone alla fine - e molto probabilmente mi sono perso qualcos'altro anche prima. Ma i ricordi della seconda parte di serata si fanno leggermente confusi, complice l'alcol. Concerto all'altezza della bella serata comunque: musica allo stesso tempo tamarra ed elaborata, essenziale e coinvolgente. Sesso, drum machine e rock and roll. Loro due - i BEI PELI - a proprio agio, emozionati e felici. Ecco, se proprio una nota stonata c'è, è l'invidia. Invidia per questi due che girano il mondo gratis suonando, cantando e spupazzandosi sul palco e non. Che volevano tutto, e se lo sono preso.

(niente foto, cercatevele da soli nei link di cui sopra o altrove)

Handsome Furs - All We Want, Baby, Is Everything (audio)
Handsome Furs - Nyet Spasiba (live)
Handsome Furs - I'm Confused (video)
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categorie: musica, live reports, park-life
mercoledì, 12 agosto 2009

«Una componente importante di conoscenza della cultura di questo Paese»

In un certo senso ha ragione il fino ad oggi a me sconosciuto monsignor Coletti (che leggo essere niente meno che "presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica") a ribadire con forza l'importanza della religione cattolica come parte della cultura italiana, criticando la sacrosanta tendenza del TAR Lazio [1] che sulla base dei principi costituzionali di laicità dello stato e di uguaglianza tra i cittadini annulla una circolare dell'ex ministro piddin-popolare Fioroni (quello che sostiene Franceschini insieme alla Serracchiani, se vi foste dimenticati chi è) ed esclude così i docenti di religione cattolica dalla partecipazione "a pieno titolo" agli scrutini (nel senso che il loro insegnamento non può avere effetti sulla determinazione del credito scolastico).

Voglio dire, basta dare un'occhiata a quella che fino a poche ore fa era la testa della home page di Repubblica:

repubblicacattolica
La terza notizia, quella su Madonna, è pura fuffa da colonna pruriginosa, e il fatto che sia così in alto nella sezione centrale (tra i titoli successivi: un'indagine del Censis sull'importanza delle badanti nelle famiglie italiane, la soluzione della vertenza Innse, la situazione delle entrate fiscali, il caso Aung San Suu Kyi al Consiglio di Sicurezza ONU) si può imputare sopratutto a motivi commerciali: il binomio scandalo+religione fa sempre ascolto e visite.

Quello su cui invece le prime due notizie fanno riflettere, per l'ennesima volta, è l'atteggiamento ambivalente dei  media di riferimento della sinistra "tendenzialmente laica" verso le gerarchie ecclesiastiche: pronti a sottolinearne le posizioni retrograde e illiberali (ma regalando loro al contempo la prima pagina) su laicità e diritti, ma ancor più pronti a tirarli idealmente per la sottana (in mancanza di giacchetta) nei rari casi in cui le stesse, invece di preoccuparsi delle proprie entrate economiche o del controllo totalitario delle coscienze, prendono pubbliche posizioni su questioni internazionali/umanitarie o (soprattutto) contro Berlusconi.
È anche vero che nel caso specifico (la campagna stampa sul Papi-gate partita da qualche mese e proseguita con un martellamento quotidiano e a mio giudizio più che meritorio, ma magari di questo ne riparleremo) ogni arma deve essere lecita, anche il bieco gossip o il ricorso ad alleati discutibili. Soprattutto perché di tutto questo, in Italia, non parla nessun altro. Mentre in altri paesi vanno in onda interviste e speciali, chi segue soltanto i tg italiani rischia di non aver neanche mai sentito nominare Noemi Letizia o Patrizia D'Addario.

Ovviamente, di queste tre notizie, quella che tutti gli altri giornali e tg sparano in apertura oggi è la prima. Però questo screenshot ben rappresenta l'Italia di oggi: un potere clericale enorme sulle istituzioni a difesa dei propri interessi di bottega (e conquistate quelle politiche adesso si passa in scioltezza all'aggressione alla magistratura intera, in pieno stile berlusconiano) e un'egemonia culturale a tutto tondo sui media anche avversi, con una società civile che a sua volta accoglie pubblicamente come verbo indiscutibile i suoi messaggi "morali", a cui nel privato è sostanzialmente indifferente (tra troie di stato tollerate con un sorriso, comportamenti sociali e familiari laici, tette e culi imperanti ovunque).

Del resto, cosa vuoi sperare quando - partendo dall'esperienza quotidiana dei nostri conoscenti, il personale è politico - una grossa percentuale di cittadini continua a dichiararsi cattolica (praticante o no poco importa) e poi per una vita fa regolarmente sesso pre-matrimoniale, extra-matrimoniale, con preservativi, con partner dello stesso sesso (peccatucci del resto lavabili con penitenze di varia intensità, che vanno più o meno dall'Atto di dolore alle fiamme della Geenna)?

Si fa ma non si dice. Sta tutto lì. La scoperta dell'acqua calda, lo so.

- - -

 [1] Coletti è anche l'attuale vescovo di Como (carica in cui è succeduto al qui poco compianto Alessandro Maggiolini, già editorialista ultrareazionario). Senz'altro però non solo non ha grandi competenze giuridiche, ma non sa neanche utilizzare google: ad esempio avrebbe potuto evitare di sparare fregnacce a caso sulla giustizia amministrativa ("ci sarà da chiedersi come mai la competenza su una questione così delicata venga data a un tribunale  amministrativo regionale") semplicemente leggendo, ad esempio qui, che "per le controversie relative ad atti emanati da un atti provenienti da una amministrazione statale avente competenza ultra regionale, la competenza è del Tar Lazio", e lo stesso vale per gli "atti regolamentari generali" (Consiglio di Stato, n. 5902 del 4 ottobre 2006).

Del resto il diritto non esiste mica di per sé, esistono solo "i diritti dei cattolici da salvaguardare dalle derive laiciste".
postato da: Dis0rder alle ore 17:29 | link | commenti (2)
categorie: laicità e vaticano, politica e diritti
domenica, 09 agosto 2009

E mi raccomando cammina attaccato al muro

Plim-plom: interrompiamo l'apatia estiva di questo blog con la mini-recensione di Io Doppio, lo spettacolo live di Paolo "dal Nido del Cuculo a Neri Parenti" Ruffini (ieri sera alla Fortezza da Basso a Firenze).

Contenuti:
Cazzo, topa, te lo schianto nel didietro, potta, culo, settusseibùodillo, topa, finocchio, culo. Il tutto per oltre due ore di intrattenimento da villaggio vacanze misto Benigni wannabe, comprendente interazione con il pubblico e musica "trash" dal vivo, e interrotto qua e là dalla proiezione dei famigerati video doppiati in livornese (per una mezzora totale: quelli - e solo quelli - molto divertenti, anche se quasi tutti già rintracciabili sul web).

Consigliato se e solo se:
1) siete il pubblico dei cinepanettoni;
2) per motivi anagrafici avete scoperto le parolacce da meno di due anni, quindi reggete molto più di 10 minuti di comicità basata solo su quelle;
3) è gratuito o quasi e la stessa sera non c'è davvero nient'altro da fare.
postato da: Dis0rder alle ore 22:53 | link | commenti (3)
categorie: granducato, trash e fuffa
martedì, 14 luglio 2009

OGGI SCIOPERO

  
SCIOPERO
(vedi il post precedente - e clicca sull'immagine per saperne di più)
postato da: Dis0rder alle ore 11:27 | link | commenti (2)
categorie: blog e web, politica e diritti
lunedì, 13 luglio 2009

Questo blog è vivo e alza la voce insieme a voi

[Premessa: questo blog, come avrete notato, è un blog estremamente pigro, da qualche mese. Per questo mi rendo conto che la sua partecipazione a uno "sciopero dei blogger" possa apparire piuttosto ridicola.
Il fatto però è che se ho scritto poco, è perché in questo periodo non ho avuto tempo, o voglia, o ispirazione (anche se di post arretrati ce ne sono, e prima o poi mi rimetterò in moto). Insomma, ho liberamente scelto
di scrivere poco o nulla. Nessuno mi ha spaventato o minacciato. Per questo domani anche io parteciperò simbolicamente postando il logo dello "sciopero", mentre oggi riporto il testo sottostante, preso interamente da qui: guai se in Italia ci togliessero anche la libertà di espressione in rete.
Giulia, al solito, è ancora più chiara nello spiegare la gravità della situaizone e i motivi per cui ci tocca tutti. Soprattutto i blog più piccoli, quelli amatoriali, quelli senza santi in paradiso]


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COMUNICATO STAMPA
  Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

Domani 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.

L'iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.

Hanno aderito all'iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni. [vedi qui per un elenco, NdD]


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L'APPELLO


Aderisci alla giornata di silenzio per la libertà d'informazione on line


Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva.

Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.

Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.

I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.

La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.

Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.

Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E' un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: "Non vogliamo farci imbavagliare".

Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto. - scarica il logo banner.jpg

Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.

Alessandro Gilioli
Guido Scorza
Enzo Di Frenna



(da http://dirittoallarete.ning.com - visitate il sito per maggiori informazioni e per aderire)
 

 
postato da: Dis0rder alle ore 23:59 | link | commenti
categorie: blog e web, politica e diritti
venerdì, 26 giugno 2009

What do I get out of this?

E decidere di andartene al cinema da solo, in fondo a quella rassegna poco pubblicizzata c'è un film che qualcuno ti ha consigliato. E arrivare tardi, per buona abitudine, anche se hai solo te stesso a cui boicottare la serata. E chiederti se ti sei dato da fare per avere qualcuno che ti accompagnasse. E non doverti rimproverare nulla. E metterti a sedere mentre il film inizia. E gradirlo, il film, perdonando le sue ingenuità. E commuoverti. E vergognarti subito dopo per aver ceduto davanti a trovate di sceneggiatura così ingenue. E innamorarti di quell'ingenuità. E uscire dal cinema quando anche gli altri (cinque) spettatori se ne sono già andati da un pezzo. E imboccare strade del centro a caso. E rispondere a qualche sms, no grazie preferisco restare da queste parti. E mandarlo qualche sms, a persone che sai che da queste parti, stasera, non capiteranno. E preferire così, in fondo. E pensare che non hai una persona a cui scrivere come ti senti veramente in questo momento. E continuare a vagare spaesato. E intonare canzoni nostalgiche. E lambire vite che scorrono via a te estranee, impegnate nelle loro code per le liste e per le birre. E chiedersi se non sia in realtà sempre così, con tutti. E ripassare, dopo tanto tempo, davanti a indirizzi e campanelli ben noti. E sentirti bene da solo, a momenti. E vedere le stesse strade già percorse mille volte con occhi da turista. E stupirsi. E cambiare programmi. E bere. E i bottoni. E sorprenderti di chi è ad attaccarli. E fare orari indecenti. E riprenderti, non troppo. E sentire la canzone inaspettata nel posto inaspettato. E arrancare stanco ma sentendoti protetto. E sentire d'improvviso incredibilmente tua, ma per davvero, la tua città. E pensare che forse è perché stanotte ha l'aspetto di un'altro posto, ai tuoi occhi. E non pensare che forse è l'effetto di girare da solo. E respirare a pieni polmoni. E coprirsi, ché fa freddo. E Palazzo Vecchio visto da sotto. E le vertigini. E i cessi chimici in piazza Duomo, chi li aveva mai notati. E gli angoli in cui non eri mai passato. E le strade deserte. E il silenzio. E i post inutili. E i post-umi. E le bugie. E le omissioni. E non sai mai quello che ti capita. E le scatole di cioccolatini degli altri. E tutto quello che ti è rimasto. E fregarsene. E stop.

Metric - Help I'm Alive
Maxïmo Park - Parisian Skies
Pet Shop Boys - West End Girls
Nirvana - Smells Like Teen Spirit
New Order - Sub-Culture  
postato da: Dis0rder alle ore 23:58 | link | commenti (9)
categorie: park-life
lunedì, 08 giugno 2009

Vergognati!

Gridare. Finché non ci impediranno di fare anche quello.
Non resta altro da fare, in questo paese.
Ma dalle elezioni non mi attendevo niente di diverso (spoglio ancora in corso, risultati che sembrano in linea con le previsioni più realistiche).

In questa consultazione ho annullato la prima scheda della mia vita (non quella delle europee, ma un'altra scheda, che non significava molto né per me né in generale... comunque non è questo il punto).

Non credevo che ci sarei mai arrivato.
postato da: Dis0rder alle ore 01:31 | link | commenti (6)
categorie: park-life, politica e diritti
martedì, 02 giugno 2009

Sliding floors

- Ciao!
- Ciao.
- È abbastanza imbarazzante per entrambi, mi rendo conto. Però ecco, ti vedo a queste serate da un po' e ancora non ho capito bene se quello che ti accompagna sempre è un amico o qualcosa-di-più. Te lo chiedo stasera grazie all'alcol, all'imbrocco che mi pare in corso da parte del tuo amico (con qualcun altro) e al fatto che è l'ultima serata e chissà se ti rivedrò. Non ho niente da perdere, in fondo.
- Ah.
- Beh? Che mi dici? Spara.
- Non è il mio ragazzo, no.
- Però. Questo tono sembra suggerire che sono stato comunque inopportuno. Scusa, eh (che figura!).
- Ma no, non preoccuparti. Me ne accorgevo, sai, che mi guardavi.
- Ecco, andiamo bene...
- Anche tu mi incuriosivi.
- Ah. Io pensavo che nei tuoi (rari?) sguardi ci fosse solo fastidio.
- Assolutamente.
- Beh, piacere, D.
- Piacere, X.
- Balliamo?
- Mah, possiamo anche riposarci un po'. Bevi qualcosa?



- Salve!
- Ciao.
- Come va?
- Bene, grazie.
- Scusa l'invadenza. Mi chiedevo se quello che viene sempre qui con te è per caso il tuo ragazzo...
- Ah! No, è un amico.
- Beh, allora gli eventuali danni sono limitati, in fondo. Anzi, magari avrei potuto accorgermene prima.
- Perché?
- Perché non mi sarei limitato a trovarti carino, ma ti avrei rivolto parola.
- (...) Grazie.
- Piacere, D.
- X.
- Bevi qualcosa?
- Grazie, già bevuto abbastanza. E poi stiamo per andarcene.
- Ok.
- Beh, ti saluto. Piacere di averti conosciuto.
- (...) Buona notte, allora (better luck next time).
- Ciao!



- E tu che ci fai qui?
- Spiegami piuttosto perché mi hai guardato per tutta la sera. E non era nemmeno la prima volta.
- Non è mica vero. Non guardavo nessuno in particolare.
- Certo, certo. Ti credo, sì sì.
- E poi mi hai risposto con un'altra domanda. Ripeto: come fai a essere qui?
- Avevo bisogno di una spiegazione.
- Sul perché ti guardavo? Mi sembra evidente, no?
- No. Scusa, ma non mi sembri un ragazzino. Se proprio ci tenevi a conoscermi, potevi rivolgermi parola.
- Ma se stavi sempre vicino a quel tuo amico-o-non-si-sa-cosa?
- Ma per favore. Era evidente come giocassimo su campi diversi. Al massimo con lui commentavo divertito il tuo comportamento al limite dello stalking.
- Addirittura. Stronzo.
- Scherzo, dai. Però da sfigato sì.
- Ma come ti permetti? Non ci conosciamo nemmeno.
- Per colpa tua.
- Anche tua. Avresti potuto parlarmi tu. Ma sarebbe bastato un mezzo sorriso incoraggiante.
- No, il post è tuo, quindi la colpa è tua e lo sfigato sei tu.
- Di quale post parli?
- Credi che non sappia che stai scrivendo di questo nostro dialogo? E poi suvvia, scrivere ancora sui blog. E soprattutto buttarci cose personali. Tra l'altro da te non me lo aspettavo.
- No?
- No. Ti eri sempre tenuto sul vago, limitando fin dall'inizio gli sfoghi e la psicanalisi da quattro permalink. Sembravi uno leggermente più normale, ecco. Senza il cartello "sfigato" dietro la schiena - che peraltro continui invece a sfoggiare orgogliosamente mentre stalki la gente nella vita reale.
- Beh, ho un paio di notizie per te, caro embrione immaginario di imbrocco abortito. La prima: se pensi che basti evitare post diaristici per costruirsi una "buona reputazione" online, sei proprio fuori strada. Creati un account e ti ritroverai in una piazza affollata, piena di amici e simpatizzanti come di iene più o meno anonime (dinamiche non peggiori di quelle off-line, comunque). La seconda, diretta conseguenza della prima: se ogni tanto ho bisogno di sfogarmi sul blog, non intendo limitarmi. Né per te, né per quei pochi - altrettanto sfigati - eventualmente pronti a giudicare e sparlare.
- Sì, ma non capisco dove porti tutto questo.
- Da nessuna parte. Ma a me sta bene così.
- Contento tu. Al tuo posto io sarei filato a letto, dopo le medicazioni di fortuna.
- COSA? Non dirmi che sai anche di quello.
- Certo, pensi che non abbia visto il tuo splendido finale di serata e di stagione? Una scena bellissima, ammettilo.
- Tu NON c'eri. Eri andato via, ho controllato. E anche da un bel po'.
- Certo, io ero andato via. Ma il me che ti parla adesso ha visto tutto: i tuoi occhi posarsi altrove (già non eri affatto credibile nei tuoi tentativi di apparire come un goffo romanticone, questa è stata la riprova), per prima cosa...
- Chi ti aveva autorizzato a vedere romanticismo nel mio approccio? Ma chi ti credi di essere!
- ... per non parlare del colpo di scena finale, quella rovinosa caduta davanti alla quale metà della pista ha faticato per trattenere le risate! Cosa ti aveva dato alla testa, l'alcol o l'impossibilità di mettere in carnet anche solo un misero rimbalzo in tutta la sera?...
- Fanculo. E' stata la musica. Solo la musica (e comunque mi sono rialzato subito, tsè!).
- Sai che potrei anche crederti (per come mi sembra di averti inquadrato)?
- È così infatti. C'era l'immancabile momento ottanta-scemo: Camerini, Rettore. Scontato, ritrito, eppure a fine serata è un momento in cui spesso mi scateno con gli amici comunque siano andate le cose. Non certo per impressionare qualcuno, né per ubriachezza.
- Tipical you.
- Non puoi permetterti queste mezze citazioni. Sei un ospite indesiderato del mio post.
- Isterico. E sfigato. Insomma, è stata pura sfortuna?
- Sì. Un perfetto coronamento della serata che ti ha visto mancato co-protagonista.
- Ora non darmi troppa importanza, e non incolparmi della tua timidezza. La questione non era conoscere me oppure no, lo sai. Ero solo un'opportunità tra tante.
- Ma no, tu non c'entri infatti. Pace?
- Pace - mi presento io, va', che se aspetto te: X. Come va il piede?
- Abbastanza dolorante per ora - D, piacere. Passerà, comunque.
- E passerà anche la tristezza di fine serata, vedrai.
- Oh, ma non sono particolarmente giù di morale, cosa credi. Sei qui soltanto perché facevo fatica a prendere sonno.
- Meno male. Mi dispiaceva quasi che avessi accusato. E mi sentivo quasi responsabile.
- Che carino. Si vede che sei irreale.
- Vedi? Avresti dovuto darmi una chance.
- Ormai è andata così. E tu stai per sparire.
- Buona notte. Fossi in te comunque non pubblicherei questa roba.
- Buon consiglio. Ormai però è scritta, e non ho nessun manoscritto nel cassetto in cui infilarla. Domattina la rileggo, se è parecchio imbarazzante la cestino. Oppure no, per i motivi di cui sopra. In fondo è abbastanza lunga, leggeranno in pochi. E posso sempre cancellarlo, e cancellarti, più avanti.
- Ok. Riguardati. E la prossima volta, almeno provaci.
- Sai che non posso promettertelo.
- Lo so. Stammi bene.
postato da: Dis0rder alle ore 16:16 | link | commenti (11)
categorie: park-life
sabato, 23 maggio 2009

It's not our birthday anymore

Moz-Bus 
No, non me ne ero dimenticato. Non avevo scritto ieri, anche se ci avevano pensato tra gli altri Inkiostro e FedEpop (con abbondanza di link per veri fan e non).

Rimedio adesso. Tanto per te cambia niente: non mi avevi invitato alla tua festa, e nemmeno mi conosci. Se mi conoscessi poi sapresti anche che io faccio spesso gli auguri in ritardo, e mi perdoneresti. Uhm, no, probabilmente no.

moz-initiate 
I compleanni "pesanti" sono un appuntamento a cui giungono tutti, prima o poi. Anche io. Anche quelli che stanno leggendo questo post. E anche tu, è incredibile. 50. Il tempo è l'unico livellatore sociale, per festeggiare le cifre tonde (o semplicemente mettere un punto) non serve esser talentuosi, essersi impegnati, aver avuto particolare fortuna in amore o nella vita. Basta essere ancora qui.

Come ho celebrato la serata del tuo compleanno? Come peggio non potevo, forse. In un posto con musica pessima, gente quasi all'altezza della stessa e atmosfera che non potrebbe esser più lontana da quello che sono io, che siamo noi.
Poi mi sono spostato altrove. Ambiente completamente diverso, eppure egualmente inadeguato all'occasione. La stessa, eterna sensazione di essere fuori posto.
 
moz-maladjusted  
Poi sono salito in macchina per tornare a casa, da solo. E finalmente ho fatto partire Years of Refusal. Finalmente.

Sono arrivato a casa, dove mi attendeva un sonno profondo. E stamattina avevo un grosso sorriso stampato sulla faccia, grazie a un sogno fatto appena prima di svegliarmi e ancora ben nitido nella mia mente.
Più tardi mi sono riascoltato un tuo vecchio disco. E ho abbozzato un altro sorriso notando che tra le sue canzoni Last night I dreamt that somebody loved me precede proprio Unhappy Birthday. Guarda caso.

Forse mi sbagliavo. Una serata del genere era il modo migliore per festeggiarti.
Grazie per tutto, e nonostante tutto.

moz-refusal
(Nelle foto: un giovane Morrissey sfacciato e conturbante; una delle sue copertine più vituperate, con un Morrissey più maturo e a mio parere assai tenero e fascinoso; il Morrissey splendido cinquantenne di oggi. Ne volete ancora? Feticisti! Accomodatevi qui.
Il Moz-Bus all'inizio del post è stato creato grazie a questo.)
postato da: Dis0rder alle ore 20:34 | link | commenti (7)
categorie: musica, park-life, rapid eye movements
martedì, 12 maggio 2009

Rotten Apples

Con riferimento al penultimo post mi hanno dato privatamente di nerd.
Giusto in tempo per questo post, in cui mi propongo di attaccare quello che è il feticcio nerd-snob per eccellenza: il Mac.

Il dibattito tra adepti e detrattori della Apple esiste da anni, e ha senz'altro visto interventi più competenti ed esaustivi del mio.
Io voglio limitarmi a qualche considerazione sui motivi per cui, per quel che mi riguarda, Apple=no buono.


1) L'altro giorno mi trovavo in un megastore appartenente a una nota catena, con prezzi mediamente competitivi. Ho dato un'occhiata al costo dei portatili. Lasciando da parte la categoria dei mini-portatili con schermo a 8 pollici, il più economico notebook completo di tutto il necessario a un utente medio (160 giga di harddisc, memoria decente, webcam, wifi, dvd, prese usb, schermo 15') lo si portava a casa a 399 euro. c'erano poi decine di altre soluzioni a prezzi più alti.

Nell'isola accanto c'erano in bellissima mostra i Mac. Tre modelli soltanto, perché si sa, less is more. I prezzi: 950 euro il modello più sfigato, 1150 il mediano, 1700 e rotti il Macbook Air.

Ora, io non dubito che i Mac siano computer eccellenti sia nel design che quanto a usabilità. E ammetto che pochissimi tra i Mac-users che frequento/leggo si lamentano dei loro computer, e che praticamente nessuno di mia conoscenza è tornato al pc abbandonando il Mac. Questo vorrà dire senz'altro qualcosa: l'azienda di Jobs sa come tenersi stretti i clienti, in qualunque modo faccia.

Però mi spiace, io certi prezzi non li accetto. Il mio utilizzo del computer è alto dal punto di vista quantitativo e medio-alto dal punto di vista qualitativo (tengo aperte tante applicazioni contemporaneamente per lungo tempo, pur non utilizzando i programmi di grafica o editing audio-video in cui mi dicono il Mac essere "superiore"), e di certo mi lamento spesso di come Windows o alcuni programmi che ci girano si "impallino" periodicamente o vadano lenti.
Niente però mi toglie dalla testa che almeno per le mie esigenze (che penso siano simili a quelle di una parte significativa della ormai allargata nicchia di Mac-users) con neanche metà della cifra richiesta per un Mac si possa acquistare un pc fisso o portatile di medio-alto livello che assicuri la stessa stabilità e le stesse funzionalità.

Inutile che veniate a dirmi che da quando avete scelto Mac la vostra vita è cambiata e non tornereste mai indietro: vi credo. Sono sicuro che anche per me sarebbe così, se lo provassi per un po'! Il fatto è che non ne sento il bisogno. Come non sento il bisogno di un vestito firmato che costa 10 volte quello comprato ai saldi al mercato.
Anche da Firefox, nonostante tutit i difetti che ha iniziato a mostrare con le ultime versioni, non so se riuscirò mai a tornare ad Internet Explorer. Troppo più veloce, figo, comodo. La differenza è che Firefox è gratuito: per provarlo non mi sono dovuto far rapinare.


2) Veniamo agli accessori. Mi ero recato nel suddetto negozio per ricomprarmi il mouse per il pc, visto che il mio era deceduto dopo anni di onorato servizio.
C'erano mouse per tutte le tasche, anche se non capisco cosa abbiano in più i mouse da 60 euro (forse massaggiano le nocche?). Comunque dopo aver "scartato" (ma sarebbero stati comunque ottimi) un mouse della Trust a 9,90 e uno di altra marca sconosciuta ancor più economico (5 euro), ne ho acquistato uno Logitech dal design fighissimo (il mio primo mouse ottico!). Stesso prezzo del Trust: 9,90.

Dopo la scelta, do un'occhiata ai mouse per il Mac (i Mac hanno standard diversi per TUTTO). C'erano in mostra solo mouse dell'economica Trust, di due formati. Guardo il prezzo di quello più piccolo e presumibilmente meno costoso: 29,90. Trenta-euro-per-un-fottuto-pidocchioso-mouse-Trust.


3) Gli iPod e i loro prezzi: vogliamo parlarne? Va detto che ultimamente la Apple ha tirato fuori modelli per tutte le tasche (quando esistevano solo gli iPod con grande capienza, bisognava sborsare roba come 300 euro per averne uno!). Ma resta il fatto che esistono concorrenti come la Creative ed esistono le sottomarche, e potrai sempre avere un prodotto equivalente per memoria e funzioni e altrettanto (se non più) duraturo, a una cifra anche molto inferiore.


4) da non-utente Mac e iPod, il mio contatto con i prodotti Apple si limita ai software. E non si può dire che tali software - anche quelli gratuiti - mi rendano la casa di Steve Jobs simpatica.
Il mio computer è Apple-free: o almeno, VORREBBE esserlo. Perché non ho mai installato iTunes e ho disinstallato da tempo l'ancor più inutile Quicktime (impossibile da utilizzare e aggiornare), ma grazie ai maneggi della Apple a volte basta aprire una pagina web nel sito di un gruppo per far scattare un collegamento spammoso al sito di iTunes e una richiesta di installazione del relativo programma. Mentre a volte tutto si blocca senza motivo, e dal nulla appare una simpatica finestra che mi propone di installare Quicktime, iTunes e Safari. No-neeee. Non-li-vo-glio!

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Detto tutto ciò, non sono un oltranzista: regalatemi un Mac e lo utilizzerò, pronto a cambiare idea su tutto. Come dite, un po' costoso come regalo? Ecco, appunto.
E anche se non fosse costoso per voi, avrei più piacere che sprecaste molti meno soldi per un regalo al sottoscritto. Niente Mac, ma (con la differenza) opere di bene.
postato da: Dis0rder alle ore 00:59 | link | commenti (29)
categorie: media, park-life, blog e web