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Quando alludendo a Saturno Contro - l'ultimo film di Ferzan Ozpetek appena uscito nelle sale - ho parlato di FroCinePanettone, mi riferivo (oltre che al cast pieno di nomi noti al grande pubblico, alla maniera delle pellicole natalizie) alle scene a cui ho puntualmente assistito venerdì, primo giorno di programmazione. Ovvero alle torme di gay entusiasti che non potevano mancare all'appuntamento con la prima di uno dei registi più amati dal mondo queer italiano. Una specie di fenomeno nazionalpopolare di nicchia, ormai.
Accanto a loro/noi, completava il pubblico della sala qualche inevitabile coppietta etero con lui trascinato lì a forza. Immagino che se invece dell'orrido multiplex di periferia avessimo scelto un cinema cittadino gli etero sarebbero stati ancora meno.
Questa ammirazione Ozpetek se l'è conquistata e meritata con i suoi primi film, indubbiamente sconvolgenti per l'Italietta dal punto di vista tematico e personali sul piano stilistico, a partire dall'esordio Il Bagno Turco. La Fate Ignoranti aveva poi significato molto in quel momento per l'intera comunità glbt (nel post-World Pride romano), regalando la grande popolarità al regista e allo stesso tempo schiaffando in faccia al riluttante pubblico generalista certi temi. Io ne rimasi entusiasta, però devo ammettere ormai di non riuscire a rivederlo senza trovargli sempre nuovi difetti e cadute di tono: evidentemente è un film invecchiato male, a differenza del successivo La Finestra Di Fronte, a mio parere più equilibrato e riuscito.
E dopo il disastroso, inguardabile e urticante Cuore Sacro (a cui va il mio personale premio "ridatemi i soldi del biglietto" tra i film visti al cinema nell'ultimo lustro, a pari merito con Non Ti Muovere), speravo proprio che Ozpetek tornasse al livello delle prove precedenti.
Il mio giudizio è moderatamente positivo: lo pseudo-misticismo di cuoresacro è alle spalle, innanzitutto. Oltre alla raffinatezza delle riprese, c'è anche una storia che (salvo qualche risvolto scontato) regge. Purtroppo non posso dire quanto la sceneggiatura sia o meno prevedibile: infatti, nonostante mi fossi tenuto alla larga da tutte le ospitate promozionali in tv ¹, prima della visione sono inciampato in un maledetto articolo di repubblica.it che vi invito a NON LEGGERE (questo) e che spoilerizza senza ritegno sull'evento drammatico centrale - che per fortuna, non rappresenterà l'unico nucleo tematico.
Il maggior difetto invece è una certa pretenziosità e soprattutto l'ambizione di realizzare il "film corale generazionale" non sempre supportata da un cast all'altezza.
Qualcuno convince o si difende, qualcuno proprio no.
I miei promossi:
- Margherita Buy. Ormai sarà pure bloccata nel cliché della donna sofferente e vittima per amore, ma comunque convince sempre; e stavolta non eccede nemmeno in istrionismo.
- Ambra Angiolini (AMBRA e basta per i numerosi fans in sala, come il vicino di sedia che piombava in crisi mistica a ogni sua inquadratura...). Un personaggio azzeccato il suo, sofferente e profondo (la Margot Tenenbaum de noantri?), ben interpretato e a cui si sarebbe potuto dare un po' più spazio. Ah, e lei è sempre favolosamente stonata come la ricordavo.
- Ennio Fantastichini. Nella prima scena in cui appare sta piangendo come una fontana davanti a un vecchio film con Meryl Streep....il suo personaggio si potrebbe già descrivere così. Il pubblico ride sonoramente a una sua battuta (quando dice di non essere gay ma "frocio, sa sono all'antica") che a me sembra invece piuttosto amara.
- Pierfrancesco Favino. Era una delle sicurezze del cast e non tradisce.
- Isabella Ferrari. Fa bene il compitino che la sua piccola parte le richiede.
- Luca Argentero. Ebbene sì, questo quasi esordiente al cinema (del cui prestigioso curriculum si ricordano soprattutto "Carabinieri", "Grande Fratello" e un calendario zozzo) recita decentemente, sia col grazioso faccino che a parole. Niente Garko-bis, insomma. Sua la voce fuori campo di cui in alcune parti si abusa (ecco un altro difetto del film, comune a tanto cinema italiano del resto), ma lui non ne ha certo colpa.
Bocciati senza appello:
- Stefano Accorsi, chevelodicoaffa'? La solita dizione e recitazione insopportabile, possibile che sia necessario inserire nel cast gente come lui per attirare pubblico? Ridicola anche l'invecchiatura artificiale col trucco, pensata per attenuare la differenza d'età con la moglie-Buy. E dire che il suo personaggio sarebbe stato anche interessante nel suo essere viscido, insicuro e fetente. Magari interpretato da un attore...
- Lunetta Savino. Con la sua recitazione da fiction non si può sentire. Rispeditela al Bello Delle Donne, dove potranno tra l'altro fare qualcosa per quei capelli.
- Serra Yilmaz. All'inizio faceva colore, poi la si tollerava. Adesso basta: il personaggio della vecchiaccia turca impicciona, sgraziata e sputasentenze (sempre uguale a se stesso) ha veramente rotto. Un'almodovarata che mi sarei stancato di trovare in OGNI film di Ozpetek (insieme alle musiche etnicheggianti).
Rimandati:
- Michelangelo "un posto al sole" Tommaso. Bocciato più che altro l'inutile personaggio di contorno che interpreta, fosse solo per una sua battuta così trita da alzarsi e uscire dal cinema per protesta ("io bisex, etero, gay? Ma che importano le definizioni, dipende da cosa ci comunica una persona"...questo prima di lasciare la scena sculettando).
- Milena Vukotic. Brava, ma il suo personaggio a tratti così poco credibile mi sembra un'altra almodovarata.
Al di là della riuscita "tecnica" del film, comunque (qualcuno lo troverà magnifico, qualcuno mediocre: io sto nel mezzo), é l'Ozpetek di sempre, che molto commuove e un po' rasserena.
Non siamo al livello dei grandi affreschi corali del cinema italiano o internazionale. Ma chissà, forse non si tratta solo della bravura di regista e attori. Saturno Contro non racconta di disillusione senza speranza, ma di grandi amori, affetti e amicizie che cambiano, si trasformano e resistono. Che sia per questo suo essere consolatorio che risulta meno credibile?
Chi apprezza un poco Ozpetek non si pentirà certo di averlo visto, anche se un'idea del genere forse si poteva realizzare meglio.
¹ La Medusa, De Laurentiis e gli altri grandi distributori sono soliti affittare una settimana intera di palinsesto tv in cui gli attori del "kolossal" italiano in uscita sono ospiti ovunque e vengono anticipati spezzoni corrispondenti a metà del film. Nel 2007 c'è già stata la Settimana Manuale D'Amore, la Settimana Notte Prima Degli Esami e ora siamo nella Settimana Ozpetek.