La voce è tornata da poco, la piena sensibilità agli arti inferiori non ancora, la lucidità lasciamo perdere, con questo caldo.
Siccome cose da raccontare ce ne sono parecchie, cercherò di essere schematico, almeno in partenza. Poi tanto lo so, sbracherò come al solito.
Cose positive del Festival, al primo impatto (se ne parla anche nei commenti al post precedente):
- l'atmosfera generale non è male, non ci sono perquisizioni da stato di polizia ma neanche il permissivismo estremo. E mi piace che tutto (palchi, stand, bar, mercatino) sia raccolto nella stessa area e velocemente raggiungibile;
- i bagni chimici abbondano, anche se ho sudato così tanto che la mia vescica è rimasta senza lavoro (nonostante tutta l'acqua e birra bevuta) e non ne ho dovuto usufruire;
- i vari palchi sono vicini ma ben separati, nessuna interferenza sonora;
- almeno i concerti dello Psycho Stage e Main Stage non si sovrappongono praticamente mai, quindi è possibile seguire il cartellone di entrambi (il Global Stage non ho neanche visto com'è fatto, rimedierò i prossimi giorni magari);
- gli orari previsti per l'inizio dei concerti vengono scrupolosamente rispettati (il contraltare è che è tassativo anche l'orario della loro fine, quindi nessuno fa mai bis o allunga);
- ai controlli all'entrata ieri l'acqua nello zaino, almeno a me, l'hanno fatta passare senza problemi. No alle lattine (e al vetro, immagino).
Cose fastidiose del Festival:
- i parcheggi: sono tutti lontani (e quello inevitabile), ma soprattutto davvero mal segnalati. Io sono finito in una zona industriale in cui il "parcheggio" consisteva nei posti auto davanti alle varie ditte, in cui dalle 18 in poi si poteva lasciare l'auto solo a pagamento. Ma è solo una deduzione, eh: io intorno alle 17,30 non ho visto anima viva a chiedere soldi, e dai cartelli non si capiva NULLA. Boh.
- i prezzi dentro (uguali ovunque) sono al solito poco popolari: 5 la birra, 3 la coca e 1,5 la bottiglietta d'acqua. Ma questo purtroppo me l'aspettavo. Un festival in cui si pagano gli alcoolici ma l'acqua necessaria per sopravvivere alla calura viene fornita gratis sarebbe l'ideale. Ma forse per questo servono fondi che attualmente Italia Wave non ha. [UPDATE: Dimenticavo che vicino ai bagni ci sono due rubinetti per rinfrescarsi, e in mancanza di segnalazioni dovrebbe trattarsi di acqua potabile]
- se vi serve un programma cartaceo generale da portare con voi, attenzione: almeno ieri gli appositi flyer erano disponibili SOLO accanto all'entrata, messi lì in uno scatolone. Se non si prendeva lì, poi dentro non se ne trovavano da nessuna parte (spero qualcuno dell'organizzazione rimedi, nei prossimi giorni).
- la natura di campo di patate del terreno de festival rivela il suo deleterio potenziale durante i concerti in cui ci si agita: ieri sera durante il live degli Scissor Sisters si respirava e ingoiava terra e polvere a volontà.
Vip incrociati durante la giornata tra il pubblico:
Pelù & famiglia (2 volte)
Il cantante dei Velvet (2 volte)
Carlo Pastore (ma mi è stato indicato)
I concerti:
- I !!! o Chk Chk Chk chiudevano il programa pomeridiano dello Psycho Stage: iniziano puntualissimi alle 17.45 e mi perdo i primi 5 minuti, nonostante fossi arrivato per tempo (nella loro attesa mi ero infatti avventurato in un giretto esplorativo). Immagino di essermi perso Myth Takes e All My Heroes Are Weirdos. Per il resto, i 7 newyorkesi sono in gran spolvero come già a Bologna: anche senza l'effetto-novità, anche con un caldo insopportabile, anche con un acustica forse peggiore di quella dell'Estragon che non mi ha fatto arrivare certi pezzi nello stesso modo (lo Psycho Stage è locato in un tendone, con aperture laterali per far circolare un minimo d'aria), anche con la presenza in scaletta di un maggior numero di brani che non conoscevo (non mi ricordo di aver sentito Me & Giuliani né Hello? Is This Thing On?: possibile?), sono riusciti a farmi scatenare nel ballo e divertire davanti alla performance sul palco di un Nic Offer tarantolato e mangoneggiante come sempre.
Anche stavolta il batterista e cantante di riserva è sceso tra il pubblico su Yadnus. Anche stavolta delirio su A New Name e Must Be The Moon. La novità maggiore è stata che in Heart Of Hearts e altri pezzi è intervenuta in sostegno una energica corista, un misto tra Skin una rediviva Ultra Naté.




- i set sul Main Stage dei rumorosi Ministri e gli altrettanto numerosi Spleen (ribattezzati "Spleender"), ascoltati entrambi da lontano, ci portano a quello dei Tunng, presentati come TRANG dal consueto anfitrione Mixo.
- ma parliamone, di Mixo (orfano quest'anno della gestante e ormai forse già neo-mamma Paola Maugeri, sostituita da una deejay di Radiorai). Testimonianze fotografiche rivelano nuove inaspettate doti dell'eroe di Rock Revolution e Coloradio Viola (sempre nei nostri cuori). Provate a ingrandire la foto sotto a sinistra. Sarà tutto merito del pantalone dorato?
Nella foto a destra, invece, ecco il momento dell'annuncio degli Scissor Sisters, con mise a tema.


- I Tunng, dicevo. Un'ottima colonna sonora per la mia cena a sacco. Musica sempre piacevole, sebbene non una loro canzone riesca ad entrarmi in testa. Mi dicono che sono io quello non abituato alla musica "di flusso". Può darsi. Gradevoli comunque i coretti, spesso anche a quattro.

Simpatico anche l'uso della farfalla per bambini (il giocattolo che premuto rimanda i versi degli animali): simpatico perchè solo episodico (io sarei per una moratoria per gli Strumenti Giocattolo Tanto Carucci nella musica indi).
Mixo aveva presentato i Tunng dicendo che si sono incontrati in un locale sotterraneo di Soho: la loro musica un po' bucolica però tutto ricorda tranne Soho. Fanno 2-3 pezzi dal loro terzo album in uscita a settembre, ma non la cover dei Bloc Party di cui si parlava qui. Magari oggi sullo Psycho Stage (tra l'altro, palco forse più adatto per la loro musica intima) varieranno il repertorio.
- I genovesi Numero 6 aprono poi lo Psycho Stage serale. Suonano per poco più di 20 minuti il loro pop-rock melodico, davanti a un pubblico purtroppo scarso; mi sono piaciuti (in particolare la resa live di Automatici e Verso Casa, i brani che conoscevo), li rivedrò volentieri in altra occasione se capiterà.
- L'oretta di esibizione dei Clap Your Hands Say Yeah (Main Stage) non ha modificato molto il mio giudizio su di loro. Alcuni brani sono pallosetti (e le cose più "lente" dal vivo ahimé peggiorano), altri buoni per ballare e più gradevoli (concentrati nella seconda parte: penso a Is This Love?, Upon This Tidal Wave Of Young Blood, Satan Said Dance). Mi sembra che abbiano pescato più dal primo album (troppo Talking Heads, ma più fresco e riuscito) che non dal secondo, più insoluto e dallo scarso successo. La chiusura è ovviamente per l'inno danzereccio The Skin Of My Yellow Country Teeth, che nella provincia toscana non è ancora una canzone abusata. La voce di Alec Ounsworth, già troppo simile a quella di David Byrne su disco, dal vivo riesce a tratti ad essere fastidiosissima. Anche perché non si tratta di uno stile nasale adottato nel canto: ci parla pure, così!

- I resuscitati Casino Royale, ultimi dello Psycho Stage, sono gli unici a iniziare in leggero ritardo. Ma non basta: se la tirano pure con un'intro lunghissima (pareva la base di Discotèque degli U2) che accompagna l'ingresso dei musicisti, mentre Alioscia si fa attendere più di tutti. Poi attaccano con i vecchi successi Sempre Più Vicini e Dainamaita, trasfigurati in versione rock-subsonico. Il terzo pezzo è uno dei nuovi, e mi lascio convincere facilmente quando qualcuno propone di andarcene e piazzarci per tempo vicino al palco su cui tra poco saliranno le Sorelle Forbici.
- Gli (o i, o le) Scissor Sisters sono fenomenali. Il loro concerto è un'ora e un quarto intensa, divertente, da ballare e cantare dall'inizio alla fine. Jake Shears tiene il palco favolosamente e ha una gran voce che regge benissimo fino in fondo, sia nel (frequentissimo) falsetto che nel cantanto.
E Ana Matronic è assolutamente adorabile. Io amo questa donna. Praticamente è come vedere Karen Walker sul palco.
I due (che replicano per l'appunto anche il numero della testa tra le tette di Jack e Karen di Will & Grace) incitano il pubblico, si scambiano a vicenda il centro della scena, si cimentano in coreografie lascive ma sempre autoironiche, presentano i brani con battute irriverenti e sconce ("sono una brutta troia, I told you!", oppure "there's no party until the tits come out!" a presentare Tits On The Radio). Non mancano le frecciate verso il perbenismo e la religione ("mi è apparso in sogno Gesù dicendomi che gli piace quel nostro pezzo in cui Texas fa rima con Breakfat", dice più o meno Ana con riferimento a Music Is The Victim). La Matronic poi dedica Kiss You Off a un certo "Pope John", un pontefice del IX secolo che si rivelò poi essere una donna. Credevo di aver capito male qualcosa, invece oggi mi accorgo su internet che il riferimento era alla divertentissima leggenda della "Papessa Giovanna".
Si pesca da entrambi gli album, con l'aggiunta di un pezzo che secondo l'introduzione di Jake parlerebbe di una sua esperienza di gioventù con una qualche pessima droga.
Restano fuori dalla scaletta lentoni come Mary e Land Of A Thousand Words, ma pazienza. Tutti gli ingredienti per il party perfetto ci sono. A partire dalla scenografia, con le tipiche forbici simbolo del quintetto appoggiate a mo' di "spagnola" su una maglietta da cui strabordano due tette enormi.
I brani sono tutti suonati benissimo, si ricrea l'atmosfera dei dischi ma è tutto molto più divertente. Valeva sicuramente la pena anche arrivare solo per loro, e in effetti l'affluenza sembra essere abbastanza alta a fine serata (invece nel pomeriggio fino alle 18 era stato quasi il deserto, complici il caldo intollerabile, la giornata infrasettimanale e la scarsa cultura da festival musicale italiana e fiorentina in particolare).
Setlist:
Paul McCartney
I Cant'Decide
She's My Man
Tits On The Radio
Laura
Lights
The Skins
[?]
Kiss You Off
Take Your Mama
The Other Side
Comfortably Numb
Music Is The Victim
I Don't Feel Like Dancing
Filthy/Gorgeous
- - -
...a fine giornata le mie gambe sono a pezzi. Nei prossimi giorni la giornata intera non riuscirò più a sostenerla (oggi credo che mi avvierò all'ora di cena).
[Le foto sono venute un po' così, grazie a limiti tecnici, distanza e polvere davanti al Main Stage. Al solito, cercando col browser l'indirizzo dell'immagine si possono visualizzare un po' più grandi]