A fine 2006, all'indomani dell'addio di
Arezzo Wave alla città in cui era nato e del suo trasferimento a Firenze (con contestuale cambiamento del nome in Italia Wave) espressi il timore (
qui e
qui) che la convivenza del festival con l'amministrazione fiorentina non sarebbe stata tanto più felice, e che una volta perso il collegamento con la Toscana nel nome ci fosse il pericolo che il festival non vi restasse poi in eterno.
Purtroppo sono stato la
Cassandra di turno. Ma del resto si trattava di previsioni facili, se si ha familiarità col modo in cui da queste parti viene gestita la politica culturale da parte delle istituzioni locali.
Nonostante la discreta riuscita complessiva (anche dopo i vari intoppi nei preparativi e in corso d'opera) della scorsa edizione tenutasi all'Osmannoro (dopo che era saltata la sede di Villa Montalvo a Campi, prevista inizialmente), quest'anno
Italia Wave se ne va da Firenze. La notizia non è ufficiale e definitiva, ma ufficiale e a quanto pare insanabile è la rottura tra il patron della manifestazione
Mauro Valenti e l'assessore alla cultura del Comune di Firenze
Giovanni Gozzini.
Le accuse reciproche tra Gozzini e Valenti sono
al vetriolo. Da fuori è difficile farsi un'idea chiara della situazione. Certo è che per un osservatore dall'esterno come me ci sono alcuni punti fermi:
-
da mesi i due non si parlano. Può anche darsi che Valenti facesse il prezioso perché aveva ricevuto offerte da altre località (toscane?) per ospitare la prossima edizione, ma un'amministrazione che ci tiene a mantenere un festival così importante nella città dovrebbe sforzarsi un po' di più.
- alla voce "concerti di richiamo" il Comune di Firenze e le altre istituzioni locali sono sempre stati di
braccino corto, ridefinendo ogni anno il concetto di
"nozze coi fichi secchi". E per il "buco" di bilancio lasciato (a quanto ricordo) dalla scorsa edizione, in parte determinato dallo spostamento tardivo della location del Festival, non mi pare che il comune sia più giunto in soccorso.
- a riprova del fatto che la cialtronaggine non è stata portata in città dal
Love Festival ci sono la povertà di offerta che da anni caratterizza il cartellone di eventi dell
'Estate Fiorentina, in rapporto ad altre piazze paragonabili, e i mille cambiamenti in corsa che si verificano ogni anno. Pensiamo all'
imbarazzante edizione dell'anno scorso, diretta da Piero Pelù (anche lui entrato in polemica con l'amministrazione: e cominciano a essere più d'uno), in particolare con riferimento alle
tragicomiche vicissitudini dell'Ippodromo delle Mulina [NB: Italia Wave non era compreso nel cartellone di
Fi.Esta-Estate Fiorentina].
Per ora si parla di trattative per portare Italia Wave a
Livorno.
Non ho ancora gli elementi per decidere come esce da questa storia Valenti: ma Gozzini & Co. ne escono sicuramente male.
- - -
E intanto la soprintendente Paola Grifoni dà un altro colpo all'"Estate Fiorentina" 2008:
nessuno spettacolo o spettacolino nelle piazze del centro storico. Così Italia Wave se ne va, le Cascine restano inutilizzate (si parla di un recupero dell'Anfiteatro, ma chi ci crede che il progetto andrà a buon fine in tempo utile?), il centro quasi vuoto.
Ma niente paura: per un recital di Benigni con telecamere Rai al seguito e il concerto di qualche big imbolsito si troverà senz'altro una deroga che consenta l'apertura per qualche serata delle piazze storiche (con ingresso a caro prezzo).