
Lo so. La palla è rotonda. L'importante è partecipare. È la dura legge del gol. Il calcio è crudele, e
la cinica lotteria dei rigori lo è ancora di più.
In fondo, una
semifinale Uefa al rientro in Europa dopo diversi anni non è mica un traguardo da buttar via.
E poi restiamo la squadra italiana che quest'anno è andata più avanti nelle coppe.
E poi si trattava nel caso di specie della coppa più inutile, che avrà peraltro
una finale più indegna del solito (visto che la squadra favorita nell'altra semifinale, quella che ha per punta di diamante il Grande Ex con cui ambivamo a batterci nello scontro decisivo,
ha fatto molto peggio di noi).
E poi noi usciamo con l'onore delle armi, da trionfatori morali.
E poi insomma, se in 210 minuti di dominio totale del campo non siamo riusciti a segnare neanche un gol agli scozzesi del
Rangers di Glasgow è anche un po' colpa nostra.
E se questi
scarponi in gonnella, dopo aver fatto catenaccio per 210 minuti (gli ultimi in 10 uomini), sono riusciti ad essere più lucidi di noi ai rigori,
bisogna dargliene atto e ammettere sportivamente la sconfitta.
E infatti
l'ho presa bene. Niente trasmissioni lamentose del dopo-partita sulle radio locali, niente servizi televisivi, niente rimpianti per la finale di Manchester mancata.
Mi sono subito cercato altre attività per occupare il resto della mia serata e non pensarci più.
Come prima cosa, come potete notare dall'immagine qui sopra (come al solito, cliccare per ingrandire), ho colto l'occasione per dare
una bella pulita all'hard-disc.