Qualcuno forse ricorderà
la querelle Berlusconi-Bocchino di qualche settimana fa.
Ehi, attenzione alla
maiuscola, maligni che non siete altro! Sto parlando infatti della
polemica fra il premier e il presidente dei senatori del Pdl, Italo Bocchino. Quest'ultimo era sceso in campo a difesa dei colleghi di Montecitorio, a seguito di una frase giudicata irrispettosa ("
I senatori della Pdl sono superiori, questa è una verità indiscussa e indiscutibile": la battuta di Berlusconi era scaturita dalla sua irritazione per le assenze dei deputati Pdl, che hanno causato la caduta del governo su vari emendamenti negli ultimi mesi, nonostante l'ampia maggioranza).
Bene, ho trovato (via
Giulia) la prova che
Bocchino aveva ragione: la Camera dei Deputati non è un votificio! I deputati non sono affatto degli
yes-men pure un po' sfaticati: al contrario, essi portano avanti tra mille difficoltà un duro lavoro quotidiano di ricerche, denunce, approfondimenti e dibattiti nell'interesse della collettività.
Prendiamo
l'onorevole Antonio De Poli, eletto nell'
UDC. Una specie di erede di Pierfierdy Casini, a guardare le sue immagini ufficiali: sguardo ammiccante, aria giovanile abbinata a un rassicurante capello brizzolato. Ma soprattutto, quello che pare contraddistinguere il neodeputato è
la passione per le battaglie civili e a difesa dei minori. Caratteristica questa che è un po' un marchio di fabbrica, tra gli esponenti del prossimo partito in odor di nozze con il Pd di Rutelli e Veltroni. Ecco quindi che
dai creatori di Carlo Giovanardi,
dai produttori di Luca Volontè,
dagli sceneggiatori di Rocco Buttiglione,
dai colleghi di Cos...ehm no, su questo meglio sorvolare, è arrivato un nuovo eroe a difendere le italiche famiglie dalle minacce ad essa portate dal ventunesimo secolo. Lo scorso
7 maggio De Poli prima diffondeva
questo comunicato (grassetti miei) sul proprio
sito ufficiale:
DE POLI: "MODA ASSURDA QUELLA DELL’AUTOLESIONISMO. SUBITO UNA DENUNCIA".
"Farò immediatamente un'interrogazione in Parlamento rivolta al Presidente del Consiglio e al Garante dell'Informazione. Bisogna agire in fretta perché si chiuda il sito internet nonciclopedia.wikia.com/wiki/Emo su cui sono state messe queste immagini. Ma come si fa a inneggiare alla morte con frasi e gesti che richiamano al suicidio spingendo gli adolescenti verso una via drammatica? Questo è l'ennesimo segnale forte di una mancanza di valori e di una lontananza dei genitori dai loro figli". Commenta così l'on. Antonio De Poli, presidente dell'Udc Veneto, l'allarme lanciato dall'associazione padovana Pronto Bambino che questa mattina presenterà una denuncia in Procura contro il sito internet che ha diffuso le immagini della moda nichilista Emo degli adolescenti, che si ispirano ai modelli punk-rock dei Finley e Avril Lavigne. "Un modo di vivere che va contro ogni principio etico - continua l'’on. De Poli -. I ragazzi di quell'età sono molto impressionabili, e questo fenomeno li spinge a desiderare l'autodistruzione e contemplarla come unica soluzione per la loro vita. L'allarme lanciato da pronto Bambino è però anche un altro, e parla di un disagio che i ragazzi vivono. Se hanno queste inclinazioni è perché si sentono soli e non ascoltati, per questo bisogna di nuovo investire anche nell’educazione dei genitori e renderli consapevoli che un figlio va seguito in ogni fase della vita".
Alle parole seguivano subito anche i fatti, ché non si dica che i nostri rappresentanti stanno lì a scaldare le poltrone. Lo stesso giorno veniva infatti presentata
un'interrogazione a risposta scritta di cui vi invito a leggere il
testo integrale visibile sul sito della
Camera.
No, non sto scherzando. Non solo si presenta un'interrogazione parlamentare su "
gli emo" (cosa già esilarante di per sé), ma sia nel comunicato stampa di cui sopra che nell'interrogazione stessa viene riportato per esteso
l'URL di questa pagina di Nonciclopedia - che secondo gli accusatori dovrebbe aver lo scopo di diffondere e rappresentare la suddetta
cultura.
Quelli di Nonciclopedia
hanno commentato così la vicenda, e ovviamente non hanno perso tempo a dedicare
una apposita voce al malcapitato uddiccìno (ci si arriva di link in link: non la linko direttamente, perché sarei probabilmente passibile di denuncia: se si può ritenere che
questa pagina così dichiaratamente satirica e nonsense possa indurre qualcuno al suicidio o semplicemente propagandare una qualsiasi estetica, evidentemente la paranoia non ha più confini).
Per chiudere, non ho capito quella del
suicidio come rito iniziatico. Per citare le fonti (ovvero
la pagina web sotto accusa, che
oltre alle figure contiene anche un sacco di testo - lo dico per gli staff di parlamentari Udc che dovessero arrivare qui nelle loro solerti ricerche su internet), “
un emo non è tale finché non si suicida, ergo tutti gli emo sono poser”.