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martedì, 04 novembre 2008

Binetti, Veltroni, Concia e la carta (straccia) dei valori

Sarò lungo, ma come al solito su questi argomenti o evito di parlare o sono un fiume in piena. Voglio cercare di mettere un po' di ordine e raccontare le varie tappe dell'ennesimo inutile polverone seguito all'ennesima "binettata". Nella triste constatazione che non è la prima volta che si svolge questo teatrino mediatico, e nella previsione che non sarà neanche l'ultima.

1.
Qualche giorno fa avevo accolto con un certo disinteresse l'ennesimo pronunciamento del Vaticano contro l'ammissione di omosessuali nei seminari. Prima di tutto trovo che una moratoria sui preti cattolici gay per qualche anno abbia senso, per dare finalmente l'opportunità anche a qualche etero di accedere al sacerdozio. In secondo luogo, se proprio la Chiesa Cattolica ci tiene ad essere discriminatoria in casa propria, chi se ne frega: gli aspiranti preti cattolici omosessuali, pronti a mettersi al servizio di una istituzione che non riconosce alcuna dignità alle loro inclinazioni affettive e si batte per la discriminazione economica, sociale e civile di chi tale orientamento condivide, non suscitano in me alcuna solidarietà.


2.
La successiva intervista al Corriere di Paola Binetti (numeraria Opus Dei, senatrice e iscritta al PD, in questo ordine di priorità) è già più irritante:

«Quindi queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia. Siamo davanti ad un' emergenza educativa»

...alé, una diffamazione bella e buona verso milioni di persone, senza alcun fondamento scientifico (si può al limite discutere su certi effetti dannosi dell'imposizione del celibato ai preti, ma che tra i pedofili vi sia una maggioranza di omosessuali è una stupidaggine), buttata lì con nonchalance: anche se non è la prima volta che la Binetti esprime impunemente pensieri offensivi e discriminatori verso gli omosessuali, senza nessuna conseguenza politica all'interno del suo partito.


3.
Stavolta, tuttavia, sembra che si scateni il finimondo: il 2 novembre Repubblica titola "Pd, Binetti rischia il processo per le frasi sugli omosessuali". Ecco alcuni stralci dell'articolo:

Ma Andrea Benedino, gay, membro dell' assemblea nazionale del Pd, ha voluto passare ai fatti e ha "denunciato" la Binetti al partito per «incompatibilità ai sensi dell' articolo 41 dello statuto e della carta dei valori». Il ricorso di Benedino deve aver spaventato la Binetti che ieri in un lungo comunicato ha chiesto «pubblicamente scusa» e giurato «rispetto assoluto per i gay. Sono stata fraintesa». Però la teodem non ha smentito una sola parola dell' intervista e ha confermato che la pedofilia può nascere «da gravi problemi affettivi e relazionali qualunque sia l' orientamento sessuale». E non è bastato a chiudere il caso. Paola Concia attacca ancora: «Le sue tesi sono fuori dal Pd». E i gay non vogliono ritirare il ricorso. La commissione di garanzia si riunisce martedì e troverà sul tavolo la denuncia già consegnata nella sede del Pd.
(...)
Basteranno le scuse della Binetti a cancellare il ricorso? No, a sentire la Concia: «Basta, la misura è colma. Lei non può più stare nel partito».


Grassetti miei, come in tutte le citazioni di questo post.


4.
Oggi
interviene Walter Veltroni, che con una mossa ma-anchista delle sue smentisce e difende allo stesso tempo la Binetti in questo modo:

"Le posizioni del Pd su temi di grande importanza, come l'uguaglianza dei diritti e la lotta a ogni fenomeno discriminatorio come l'omofobia sono chiarissime. A sancirle è la nostra carta dei valori e io stesso ho avuto recentemente occasione di ribadirle intervenendo al Circo Massimo davanti a un mare di persone".

Per il leader del Pd è dunque chiaro che singole voci che assumono posizioni diverse da queste non rappresentano l'opinione del partito ma esprimono un parere personale". Nel caso della Binetti, il parere è "sbagliato". Ma Veltroni si dice convinto che "in un grande partito come il nostro non possano esistere 'reati d'opinione' o processi per idee che vengono espresse". E si "stupisce" che "su queste dichiarazioni si sia creato una così grande polemica quando era chiara la natura personale delle opinioni espresse, e la posizione complessiva del partito".


Avete letto bene, c'è scritto "reati d'opinione" e "processi per idee".
Non so trovare parole migliori di quelle di Aelred (ma invito a leggere tutto il suo post, peraltro più sintetico del mio) per commentare questa confusione in malafede tra i due diversi piani della libertà di parola (per quanto anche qui si potrebbero aprire molte parentesi, anche dal punto di vista deontologico visto che la Binetti è medico) e delle basi ideologiche comuni che un partito serio dovrebbe (in teoria...) avere e far rispettare dai propri iscritti e quadri:

Peccato che un partito sia, per definizione, il luogo dove ci si ritrova a causa delle proprie idee comuni, dunque dentro un partito è logico che si debbano condividere le idee di fondo; magari non le soluzioni, ma almeno l'analisi dei problemi. Chi ha una visione diversa del mondo e della società non può, ma deve cambiare partito, altrimenti un partito è un autobus dove ognuno sale e scende quando vuole.


5.
Le reazioni all'intervento di Veltroni
: per fortuna Arcigay non accetta questa insufficiente censura verbale (pare si sia attivata anche una qualche commissione disciplinare, ma dopo un simile pronunciamento di Veltroni dubito che arriverà qualche provvedimento punitivo), che sostanzialmente avalla la possibilità dell'esistenza di opinioni gravemente discriminatorie all'interno del Pd e permette alla Binetti di continuare a ricoprire al suo interno un ruolo rilevante a livello nazionale e ripetere frasi del genere a intervalli regolari - l'abbiamo già visto, le prime pagine ospitano le sue offese ai gay (oltre che alla scienza, alla laicità dello Stato e al buonsenso) da anni.

E i pochi personaggi politici gay (e che degli interessi glbt si proclamano difensori) rimasti all'interno del Pd? Andrea Benedino e Sergio Lo Giudice sono usciti con un comunicato che temporeggia, ma non esprime troppa soddisfazione:

(...) Tuttavia non riteniamo sufficiente archiviare la cosa come libera espressione di un’opinione politica personale. Paola Binetti è un’esponente nazionale del PD. Le sue posizioni, per quanto minoritarie ed espresse a titolo personale, additano all’opinione pubblica come potenziali criminali milioni di cittadini. Siamo lieti di sapere – ne eravamo certi – che queste posizioni non corrispondono a  quelle del segretario nazionale. Vogliamo ora sapere dagli organi di garanzia del  PD se la definizione degli omosessuali come potenziali pedofili sia o meno compatibile con quei valori di contrasto alle discriminazioni che abbiamo inserito nei documenti fondativi del partito. (...)

La deputata Pd Anna Paola Concia, invece, se ne esce così:

Grazie a Walter Veltroni, segretario di un partito aperto, democratico, progressista e moderno, che ha ribadito che la posizione di Binetti e’ del tutto personale e non rappresenta il Partito Democratico. Per me la ‘querelle Binetti’ finisce qui’: cosi’ Anna Paola Concia del Pd in una nota.(ANSA)


6.
Invece di commentare ex novo la dichiarazione e la coerenza dell'on.Concia (vedi anche il «Basta, la misura è colma. Lei non può più stare nel partito» di 2-giorni-fa), riporto i miei commenti lasciati nel post del suo blog in cui riporta la dichiarazione di cui sopra.

Questo è il primo, lasciato dopo aver fatto un bel respirone per calmarmi:

>>“Volevo un risultato politico e chiarezza. Per me la “querelle” finisce qui.”<<
Per tutti gli altri gay italiani invece NO (visto che non sono arrivati né risultati politici né tanto meno chiarezza): e penso che alla fine di questa storia chi si debba VERGOGNARE di più di fronte a loro non sia né la Binetti né Veltroni.



Va detto a onore della Concia che il mio commento - nonostante i toni un po' aggressivi - è stato pubblicato, e ha anche ricevuto risposta:

questo è il giusto ringraziamento a chi come ME ha sollevato con altri il casino…
grazie tante
intanto le segnalo che sono stata IO a far uscire il casino e a provare tutto questo sui giornali.
ma certo, io sono una stronza ho messo solo alla gogna la Binetti
grazie caro
paola



Nei commenti successivi la Concia riceve altre critiche, e ad un altro commento risponde così:

(...)la binetti secondo me è fuori dal partito. punto. (...)Per me il capitolo è chiuso nel senso che politicamente lei è stata censurata. Decideranno i probiviri cosa fare.(...)


Riporto quindi la mia contro-replica, che conclude anche questo lungo post (salvo improbabili sviluppi, come che ne so, quello di una Binetti espulsa o di un Papa Ratzinger che fa comin'out):

I probiviri non faranno nulla. Nel caso non se ne fosse accorta, la Binetti è ancora *dentro* il Pd, per il resto del mondo. Così come c’è sempre rimasta con tutti gli onori dopo tutte le altre volte in cui è uscita con interventi simili. Lieto di essere eventualmente smentito nei prossimi giorni.

Se il partito mantiene la Binetti al suo interno, avallando quindi le sue posizioni, non è che chi è gay o lesbica debba lasciare il partito, ci mancherebbe: sono scelte personali, si fa politica anche per altri motivi e per difendere altre cause. Ma che almeno ci vengano risparmiate queste sceneggiate che non portano MAI a nulla, e che nessuno all’interno del Pd si atteggi a difensore di diritti che evidentemente dal Pd non vengono ritenuti sussistenti, carte dei diritti o no.

Alla gogna, per la cronaca, non ci va la Binetti: ci vanno, ogni volta, migliaia di cittadini italiani da lei umiliati impunemente
.


7.
Ognuno si faccia la propria idea. Io credo che ci sia un confine oltre il quale la "lotta dall'interno" sia impossibile oltre che ridicola, e i sospetti di malafede verso chi si propone di portarla avanti diventano troppo forti per non essere esplicitati. E credo che questo confine, con riferimento alle battaglie contro le discriminazioni omofobe all'interno del Pd, sia stato superato già troppe volte.
[Se poi la Binetti a seguito di questa storia venisse davvero espulsa o neutralizzata politicamente una volta per tutte, sono pronto a prendermi tutti gli sfottò del caso]
postato da: Dis0rder alle ore 22:01 | link | commenti (5)
categorie: lgbt, laicità e vaticano, politica e diritti

Commenti
#1   05 Novembre 2008 - 09:43
 
Per loro fortuna ha vinto Obama, così possiamo buttare sotto il tappeto anche questa ennesima tappa del "vergognamoci per loro" della ex sinistra italiana.
Desolante e sconfortante panorama.
Neo-loggato m
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente akud79

#2   05 Novembre 2008 - 14:36
 
Habemus account di Splinder! Giorno di piccoli e grandi passi per l'umanità: lo vedo come un tuo alzare bandiera bianca davanti ai sempre bistrattati blog (proprio quando i blog non se li caga più nessuno, il che mostra quanto in realtà sei più snob di me)

ps. per tornare in topic, ieri a Porta A Porta il solito pessimo Fassino, punzecchiato da La Russa che ricordava che Obama non sostiene i matrimoni gay [*], pare essersi messo a strepitare "neanche noi! neanche noi!", scodinzolando dietro a Binetti e binettisti vari.

[*] Obama però propone le unioni civili equiparate, e anche se non ci si è speso troppo era contrario alla "Proposition 8", il referendum costituzionale californiano - purtroppo passato - che mette fuori legge i matrimoni tra omosessuali.
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#3   05 Novembre 2008 - 14:47
 
è interessante come in questo paese si rispolverino la "libertà d'espressione" e le "posizioni del tutto personali" solo quando si tratta di mascherare le cagate colossali dette dal politico di turno..
Tante coppie non solo non vedranno (probabilmente) mai riconosciuti i propri diritti, ma devono anche incassare gli insulti senza lamentarsi - e certo, sennò dove sta la tolleranza?
Sempre più imbarazzante la situazione del PD(L)...


liz


(Barack and roll. Consoliamoci almeno un po'.)
utente anonimo

#4   05 Novembre 2008 - 15:29
 
Dis0rderino caro, non mettiamo le nostre polemiche in piazza ;)!
Non disprezzo i blog, ma l'uso che se ne fa: il tuo mi piace infatti, e lo sai.
Sul tasso di snobismo, devo indire una gara pubblica, con criteri accettati e riconosciuti: i risultati saranno sorprendenti ...
Infine: la vicenda Obama - matrimoni gay conferma una volta di più come l'appoggio di cui ha goduto il neo presidente oltre oceano derivi quasi esclusivamente da 1) tanto tempo da perdere da parte delle persone 2) beghe di casa propria traslate oltre oceano (meccanismo tipico: "il pallone è mio e si gioca dove e quando voglio io") 3) vassallaggio fisico e culturale, anche e soprattutto a sinistra - laddove il grande capo WV fa di un non meglio precisato kennedysmo (nessuno ha mai capito cosa sia) la sua bandiera politica.

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#5   05 Novembre 2008 - 18:01
 
liz: esatto, mi sono consolato con il post successivo infatti :)

akud: da oggi infatti temo un inasprimento del kennedysmo-obamismo di WV, fino al disgusto totale e generalizzato... (almeno se diventava presidente Hillary si poteva sperare, che ne so, in un avanzamento di carriera - per imitazione - di "promettenti" "giovani" fanciulle come Marina Sereni e Giovanna Melandri...)
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