Il sogno fatto la scorsa notte (anzi, in realtà fatto stamani, nei pochi minuti in cui mi sono riaddormentato per un immeritato pisolino extra dopo la prima sveglia) è qualcosa di troppo assurdo, meno male che c'è apposta il blog per appuntarselo
ad memoriam.
Se le premesse sono vaghe, la parte del sogno che ricordo è breve ma particolarmente vivida, per quanto riguarda i luoghi e le sensazioni provate. Meno per le persone coinvolte (al solito, incontrerò via via facce random di amici e conoscenti, in mezzo a vari sconosciuti).
In qualche modo, mi capita di arrivare
a Parigi e tornare
nella casa in cui sono nato. La grande sala è sempre quella, qualche mobile dell'epoca c'è ancora - anche se l'arredamento ha subito qualche momentaneo spostamento a causa dell'evento in programma. La cosa strana non è tanto che nessuno nel sogno parli francese, quanto il fatto che, come tutti quelli che mi conoscono sanno, io NON sono nato a Parigi, anzi non ci sono proprio mai stato. Però nel sogno è tutto normale: sono all'interno del mio ex appartamento (che pare esser tornato/rimasto di proprietà della mia famiglia, ed è davvero quello), ed è pacifico che esso si trovi a Parigi. Nel sogno evidentemente appartengo ad una famiglia straricca che può permettersi di tenere questo immobile sfitto, e siccome c'era bisogno di qualcuno che ospitasse una piccola serata in zona evidentemente mi ero fatto avanti io (pur non essendo coinvolto in alcun modo nell'organizzazione della stessa).
Di quale serata sto parlando? Ovviamente del
concerto casalingo dei Franz Ferdinand. Tra me e me, mentre il concerto ha inizio, probabilmente penso qualcosa tipo "
Salottolive ci fa una pippa".
Il live non mi impressiona particolarmente, tra l'altro: i Franz Ferdinand (sono proprio loro, mi sembra di riconoscere qualche membro del gruppo - non Alex Kapranos però) suonano pezzi che non conosciamo, probabilmente in anteprima dei dal
nuovo album in arrivo. Aggiungete che li suonano acustici - scelta obbligata, vista la location.
Aggiungete che i pochi che li ascoltano (perché come per ogni evento radical chic che si rispetti la maggior parte dei presenti vaga da una stanza all'altra, chiacchierando e fregandosene di ciò che avviene sul palco) se ne stanno davanti al gruppo seduti, senza mostrare particolare entusiasmo.
Insomma, un po' un pacco 'sto concerto (e chissà quanto era alto il cachet! e chi l'ha pagato!): tanto che pure io, che in genere presto sempre attenzione ai concerti a cui assisto finché non sono finiti, mi distraggo.
Beh, tutto qua. Dopo non succede molto altro. Se dovessi scrivere una canzone su questo sogno, sarebbe senz'altro più leggera di
quella di Manuel Agnelli: per quanto mi riguarda infatti
non ho mai riso tanto come al risveglio (rinuncio invece a cercarvi un qualsivoglia significato: quando è troppo è troppo).
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UPDATE: altro che sogno insensato! In questi giorni si sono verificate o sono arrivate alla mia conoscenza tutta una sequenza di
coincidenze davvero inquietanti:
1) i Franz Ferdinand suonano in Italia proprio questo venerdì, in data unica a Milano (in realtà l'avevo letto ma senza memorizzare la data, non potevo né mi interessava andarci).
2) nella stessa città si è svolto nei giorni scorsi il
concerto casalingo dei Casino Royale che è apparso proprio oggi online (con un certo clamore, ne ha parlato anche il
Corriere), come video di inaugurazione del nuovo progetto di web-tv musicale
Pronti al Peggio (e di tutto questo al momento del sogno non sapevo niente).
3) la formula dei mini-concerti ripresi in case o ambienti inusuali e trasmessi sul web ha tra i modelli più famosi i
concerts a emporter del noto
sito-blog musicale francese La Blogotheque (e nel sogno c'era Parigi).