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Sì, in questi giorni sto mandando a memoria il nuovo album di Morrissey. Ma non si vive di soli ascolti coinvolgenti: ogni tanto serve anche un po' di leggerezza. E quando scovi in offerta al prezzo di una birra un cd dal titolo "Le più belle canzoni di Viola Valentino", con tutte le hit (?) dell'ex strappona del pop italiano anni 80, come resistere?
Si tratta forse della peggior frociata che abbia mai acquistato: l'ascolto è esilarante. Naturalmente per apprezzare qualcosa nella combinazione tra la voce monocorde da gattamorta svociata (sempre ferma sulla stessa non-nota), gli arrangiamenti sintetici agghiaccianti e datati, i testi da denuncia quasi tutti in rima baciata (non opera sua), serve una notevole dose di pelo sullo stomaco e di gusto per il trash.
Ritengo tra l'altro che questa musica sia un buon esempio di trash in senso labranchiano. Un prodotto cioè che non nasce per apparire ridicolo, che si propone come opera di (relativa) qualità sull'emulazione di modelli alti, risultando però involontariamente goffa, inadeguata e grottesca. In questo caso l'obbiettivo voleva essere, immagino, costruire una canzone pop dal ritmo discomusic(di moda all'epoca, le canzoni sono datate dal 1978 al 1983) ma dal testo rassicurante per un pubblico italiano nazionalpopolare. Ne vengono fuori deliranti filastrocche da far impallidire l'odierno Povia, con testi tutti centrati sulle dicotomie malinconia-gioia di vivere ed emancipazione-sottomissione della donna (ma più la seconda, e a ciò contribuisce il marito poi fedifrago della nostra Riccardo Fogli, coautore di alcuni dei pezzi più maschilisti).
La ricetta, dal punto di vista commerciale, funzionerà in pieno solo con l'esordio Comprami, che sarà seguito da qualche altro hit minore; nel giro di pochi anni la Valentino giungerà all'inglorioso e inevitabile oblìo (prima del recente ripescaggio in clima di revival).
E adesso che ho sparato qualche definizione in libertà per fingere un minimo di serietà e vergognarmi meno di tutto questo, lascerei direttamente la parola ai testi.
Come dicevo sopra, ascoltare canzoni simili è un duro lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo. E visto che l'ho fatto, ecco qualche estratto, per ognuna di queste imperdibili perle. [No, del decadimento fisico della ex modella e attrice - che tutti hanno avuto modo di constatare nelle scorse settimane a Music Farm - non parlerò: le foto "prima e dopo" dicono già tutto]
1.Comprami Non mi dilungherei su quello che è il suo maggiore successo: più o meno tutti ne conoscono il trashissimo testo. Devo dire che i miei momenti preferiti restano questi due:
Se per lei sei stato un amico Se non hai lo sguardo da fico
Se non sai andare lontano Dove non ti porta la mano
2.Amiche
Qui non ce la faccio, devo riportare l'intero testo. Vorrebbe essere una toccante canzone sull'amicizia e solidarietà femminile: il risultato è un'alternanza di momenti di tristezza da tema di scuola media e vette di trash involontario.
Ragazze sole di città che un po' si fanno compagnia e vanno per la stessa via furbe o perdute si vedrà
amiche noi felici prima o poi amiche noi che cosa siamo mai le timide che parlano e intanto gli anni passano
cambiamo uomini e città cambiando idea lavoro età cadendo a pezzi in qualche bar pensando a cosa si farà
amiche noi di questi tempi bui amiche poi che mai sarà di noi le facili col grande amore sempre dietro l'angolo
con tutti i nostri errori le nostre confusioni girando per le strade noi due che siamo amiche...
...da un'eternità come due buone poesie in questa stupida città che fa paura a tutte e due
amiche noi ancora in mezzo ai guai ma amiche noi felici prima o poi speriamo sai ma vivere è dura siamo grandi ormai
con tutti i nostri amori con tutti i nostri errori bruciando le serate noi due che siamo amiche che andiamo allo sbaraglio che insieme stiamo meglio amiche da una vita amiche per la vita
3.Anche noi facciamo pace A proposito di tema da scuola media: notevole l'originalità della metafora pace-guerra utilizzata in questa marcetta (il coautore Fogli può andarne orgoglioso...), in cui Lei cerca di convincere Lui ad essere meno scorbutico e scostante. Si intuisce dall'intero testo che Lui ha un'altra, oppure è semplicemente andato in esaurimento nervoso per colpa dell'assillante partner.
facciamo pace almeno tra noi è già difficile vivere e poi a che ti serve la guerra che vuoi chi è triste dentro poi non vince mai facciamo la pace vale anche per te prendi la vita per quello che è io sono pronta a parlarne se vuoi però fai presto o mi perderai
4.Arriva Arriva Presentata a Sanremo nel 1983. Intollerabile - e per questo adorabile - la base stile-DiscoSamba con tanto di maracas sintetiche! Il testo è un topos del repertorio violesco: contrasto fra la tristezza e l'invito a fregarla, scappando e dandosi alla festa.
Arriva arriva la malinconia Ti dice fingendo mi chiamo allegria
5.Giorno popolare Anche qui c'è lo zampino dell'ex Pooh. Descrizione particolareggiata di un giorno e di una notte di agosto, in un luogo di vacanza nazionalpopolare (la rima baciata non manca mai: "il tavolo è da tresette...le patatine son fritte"). La giovane ma già maliziosa lolita Viola osserva tutta la scena, persa nei suoi pensieri:
io che bevevo ancora un'aranciata mi davo l'aria di donna già vissuta ma ero una signorina che sera e mattina pensava all'amor....
...al bagno per fumarne una di nascosto la superfiltro coraggiosa dell' agosto
6.Romantici Portata a Sanremo nel 1982. Ritmo sincopato, con effettoni elettronici all'avanguardia (?), per il lamento della povera incompresa Viola, ultima dei romantici che credono nell'amore eterno (il bastardo l'aveva già mollata per Patti Pravo?). Questa la strofa più criptica:
C'è tanta gente che sta in crisi E di sorrisi proprio non sa che farsene Altri che hanno tanti amori Che ci fanno mille canzoni e non le cantano (???)
7.Segui me La pifferaia magica Viola invita a seguirla promettendo non si capisce bene cosa
Segui me domani il mondo sì che cambiera
8.Sei una bomba Canzone manifesto della filosofia da donna-tappetino. Lei è completamente partita e ingoia qualsiasi rospo senza dignità. Lui se ne frega. Inutile dire che compare di nuovo tra gli autori Fogli.
e comunque amore mio io lo so che fai per me anche se non mi fili voglio dire che amo te
9.Sera coi fiocchi Il titolo è tutto un programma. Lei si strugge ancora d'amore non corrisposto per Lui. Abbattetela!
sera coi fiocchi ma è fumo negli occhi se tu solo tu non ci sei sono le otto il mio cuore si è rotto sei tu solo tu che vorrei
E ancora
io che mi infilo nei tuoi pantaloni per credermi al caldo con te
Ai lamenti dell'innamorata respinta si alternano dei coretti di incoraggiamento, si suppone opera di amici che la invitano ad uscire.
L'effetto finale: il tutto sembra una rivisitazione di Fatti più in là delle Sorelle Bandiera.
dai esci con noi che la tristezza ti ha solo sfiorato e poi ti accorgerai che non si piange sul latte versato sei una di noi non ti fermare che viene il più bello sarai una di noi quando domani faremo l'appello (!)
10.Se mi va Ennesimo invito a scappare, lasciarsi andare, divertirsi. Un mantra infinito in crescendo.
tu scappa insieme a me vieni insieme a me
11.Sola Sola, abbandonata, sfigata. Ma l'inguaribile ottimista Viola non si arrende
perchè passo dopo passo in mezzo le frustate della gente girera' la mia fortuna come una ballerina sulle punte
12.Comprame (Comprami - vers. spagnola) La mia ignoranza in spagnolo non mi permette di apprezzare le perle di questa versione iberica. Notevole comunque la traduzione del ritornello: